
Per geometri, ingegneri e architetti, oggi non è più sufficiente
mantenersi aggiornati sulle norme tecniche, in continua evoluzione,
e sulle modifiche legislative che interessano il settore delle
costruzioni. È altrettanto indispensabile seguire con attenzione le
sentenze e in particolare gli orientamenti della Corte di
Cassazione, che non solo contribuiscono a definire sempre più
chiaramente il perimetro delle responsabilità professionali, ma
forniscono indicazioni concrete su come i giudici interpretano gli
obblighi di progettisti, direttori dei lavori e consulenti tecnici.
Decisioni che, in molti casi, incidono direttamente sull’attività
quotidiana e sul modo di gestire incarichi, controlli in cantiere e
rapporti con la committenza.
In questo contesto si inserisce l’ordinanza della Corte di
Cassazione n. 23495 del 18 luglio 2026, che affronta
il caso di un cappotto termico risultato talmente difettoso da
dover essere completamente rifatto e ribadisce alcuni principi di
particolare interesse in materia di responsabilità del progettista
e del direttore dei lavori, oltre a chiarire fino a che punto il
consulente
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