
La prosecuzione di un appalto oltre la scadenza originaria deve
essere qualificata come proroga oppure come
rinnovo? E questa distinzione ha un ruolo nel diritto
dell’operatore economico alla revisione dei
prezzi?
La questione è meno lineare di quanto possa apparire, perché non
basta verificare che le parti abbiano espresso una nuova volontà di
proseguire il rapporto, ma bisogna comprendere se abbiano
semplicemente differito il termine finale del contratto, oppure se
abbiano dato vita a una nuova negoziazione, capace
di modificare la fonte e le condizioni dell’affidamento.
Su questo confine si è pronunciato il Consiglio di
Stato con la sentenza
del 22 luglio 2026, n. 5963, relativa a un
appalto di servizi proseguito per diversi anni dopo la scadenza e a
una richiesta di revisione prezzi respinta dalla stazione
appaltante.
La decisione offre l’occasione per ricostruire il rapporto tra
proroga, rinnovo e revisione del corrispettivo, soffermandosi sugli
elementi che consentono di qualificare la prosecuzione contrattuale
e sulle condizioni necessarie
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