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Ricostruzione, tempi biblici per le pratiche. L’allarme dei geometri: “La burocrazia ci sta uccidendo” – La Nuova Riviera

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ASCOLI PICENO – Sono complessivamente 1254 le pratiche pervenute all’ufficio ricostruzione per la provincia di Ascoli a tre anni dal sisma che ha fortemente colpito tutto il centro Italia. Di questi 278 riguardano danni pesanti, in trentasette casi si tratta di ripristino e costruzione di immobili produttivi mentre per quanto riguarda immobili che presentano danni lievi sono 876 quelli di proprietà privata e 63 pubblici.

Sono alcuni dati forniti dall’Ufficio Ricostruzione al Collegio dei Geometri di Ascoli il cui presidente Leo Crocetti ha fatto il punto della situazione legato proprio alla ricostruzione. Si tratta di dati aggiornati alla prima metà del mese di maggio.

Un punto della situazione effettuato al fine di sollecitare gli organi preposti a velocizzare le varie procedure. “La burocrazia ci sta uccidendo – spiega Crocetti – perché l’impostazione iniziale non è stata buona. Con la nomina di Errani si è iniziato a lavorare seguendo il modello Emilia ma non ci si è resi conto che si trattava di un territorio profondamente diverso da quello marchigiano. Qui ci sono piccoli centri abitati arroccati tra colline e montagne. In Emilia c’erano pianure con strade e vie di collegamento che non c’entravano nulla con quelle che abbiamo qui”.

Crocetti parla di errori di valutazione: “Uno dei principali – afferma – è stato quello di considerare i terremoti paragonabili tra di loro. Hanno chiamato noi tecnici per fare le schede di rilievo del danno perché lo Stato doveva quantificare l’ammontare del danno ma c’erano pochi tecnici e così furono ideati le Fast che si limitavano a classificare i fabbricati come utilizzabili o non utilizzabili”.

Una situazione che ha visto i sindaci dei vari comuni costretti a firmare ordinanze di sfratto costringendo così all’elargizione di contributi o all’attivazione delle casette. “Immaginate quante risorse siano state sprecate in questa fase – continua Crocetti – e chissà per quanto tempo la gente rimarrà nelle casette”.

Al momento ci sono 74 ordinanze commissariali (70 prima di gennaio e 4 firmate dal nuovo commissario Faraboliini). Ma i tempi sono biblici: “Per fare un’idea sulla situazione – spiega – basta sapere che per una pratica di contributo sul danno lieve ci vogliono dai sei agli otto mesi. Per una singola pratica bisogna produrre sessanta documenti. La burocrazia ci sta uccidendo”. Crocetti sottolinea anche il fatto che gli istruttori che stanno lavorando sulla ricostruzione sono in egual numero malgrado la mole di lavoro sia diversa tra le varie zone. “In provincia di Macerata – spiega – c’è lo stesso numero di istruttori che c’è in provincia di Perugia dove, di fatto, la situazione critica vera e propria riguarda solo la zona di Norcia”.

Il presidente del collegio provinciale dei geometri fornisce anche delle percentuali. Ad esempio quella relativa al rapporto tra decreti e pratiche: appena il 10 per cento. “Io credo – continua Crocetti – che l’attuale commissario Farabollini abbia le potenzialità per poter dirigere questa situazione. Ma devono metterlo in condizione e nelle possibilità di farlo. Abbiamo visto tutti la protesta dei terremotati a Roma di sabato scorso. Qui non stiamo parlando di soldi, qui stiamo parlando di sopravvivenza. E con questa situazione i nostri territori si ripopoleranno? Le persone che sono state costrette a trasferirsi a San Benedetto, a Grottammare o a Martinsicuro torneranno nell’entroterra così spopolato?”.

Crocetti chiede ovviamente un processo di semplificazione. “Non servono tutte queste pratiche, tutte queste documentazioni. Noi siamo vittime dei funzionari ministeriali purtroppo e questa è una storia che deve finire”.


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