
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo
2026 la Legge n. 234/2026, recante “Delega al
Governo per la riforma organica del Testo Unico dell’edilizia di
cui al d.P.R. n. 380/2001 e per la digitalizzazione dei
procedimenti edilizi”.
Si tratta di un passaggio che, almeno nelle intenzioni
dichiarate, segna l’avvio di una revisione complessiva
della disciplina edilizia, intervenendo su uno dei nodi
più critici degli ultimi anni: la ricostruzione dello stato
legittimo degli immobili e la gestione dei
procedimenti amministrativi.
Il Parlamento, infatti, non si è limitato a conferire una delega
generica, ma ha individuato una serie di principi e criteri
direttivi estremamente puntuali, che incidono in maniera
diretta su due piani distinti ma strettamente collegati: da un
lato, la gestione del patrimonio edilizio esistente; dall’altro,
l’organizzazione dei procedimenti per gli interventi futuri.
Il superamento dello stato legittimo: presunzione di conformità
ante 1983
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il tema, ormai centrale
nella pratica professionale, dello stato legittimo
di cui all’art. 9-bis del d.P.R. n.
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