
Dal 1° gennaio 2026 sarà ancora possibile
disfarsi di un immobile problematico con un semplice atto
unilaterale di rinuncia abdicativa? E cosa succede
se l’immobile non risulta conforme dal punto di vista
urbanistico, ambientale o
sismico?
Domande tutt’altro che teoriche, esplose all’indomani della
ormai celebre
sentenza n. 23093 dell’11 agosto 2025, con la quale le
Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno
affrontato un tema che da anni divide dottrina e giurisprudenza:
l’ammissibilità della cosiddetta rinuncia abdicativa alla
proprietà immobiliare.
Una pronuncia che ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulle
cosiddette case abbandonate e sugli immobili privi
di valore commerciale, riportando al centro dell’attenzione un
istituto spesso evocato come soluzione d’uscita da situazioni
patrimoniali complesse. Questioni che, oggi, hanno trovato una
risposta normativa destinata a incidere in modo immediato sulle
pratiche operative: la Legge di Bilancio 2026.
Rinuncia abdicativa e Legge di Bilancio 2026
Con l’approvazione del disegno di legge di Bilancio 2026 da
parte del Senato
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