
Con la sentenza n. 5343 del 3 luglio 2026 la Sesta Sezione
del Consiglio di Stato interviene su uno dei nodi applicativi più
insidiosi dell’art. 36 del Codice dei contratti pubblici, quello
della decorrenza del termine per impugnare le decisioni
sull’oscuramento delle offerte nel rito speciale
disciplinato dal comma 4.
La pronuncia consolida, insieme, un principio processuale e
un principio sostanziale: il primo ridisegna il dies a quo per
l’aggiudicatario in chiave costituzionalmente orientata,
ancorandolo non alla comunicazione dell’aggiudicazione ma al
momento in cui la sua posizione viene concretamente attaccata da un
ricorso altrui; il secondo ancora la nozione di segreto tecnico e
commerciale ai requisiti dell’art. 98 del Codice della proprietà
industriale, chiudendo lo spazio agli oscuramenti concessi in base
alla sola autodichiarazione dell’operatore economico.
Ne discende un onere probatorio più severo per chi chiede la
riservatezza e un obbligo istruttorio più stringente per le
stazioni appaltanti, con ricadute pratiche immediate sulla gestione
delle gare e sulla redazione delle comunicazioni di
aggiudicazione.
Rito superaccelerato e oscuramento
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