
Quando un raggruppamento temporaneo d’imprese (RTI) può sommare
le esperienze dei suoi componenti? E fino a che punto la stazione
appaltante può pretendere che anche le mandanti dimostrino
requisiti tecnico-professionali propri, in proporzione alla quota
che eseguiranno?
RTI e requisiti tecnico-professionali: la sentenza del TAR
Campania
Tra le principali criticità del D.Lgs. n.
36/2023 (Codice dei contratti) –
riaffiorate soprattutto dopo il D.Lgs. n. 209/2024 (Correttivo) –
vi è certamente l’art. 68 riservato ai
raggruppamenti temporanei e ai consorzi
ordinari di operatori economici. Criticità che emergono in
sede di contenzioso, soprattutto quando si tratta
di dimostrare i requisiti tecnico-professionali
imposti dalla legge di gara, dove la linea di confine tra
“cumulo” e “corrispondenza” non è
sempre chiara.
A chiarirla è intervenuto il Tribunale Amministrativo
Regionale per la Campania con la sentenza n. 1471
del 15 settembre 2025, che ha offerto
un’interpretazione ormai stabile del nuovo Codice dei contratti
pubblici.
Tutto nasce da una procedura aperta indetta da un’azienda
sanitaria per il servizio
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