
Un’istanza di sanatoria edilizia “dinamica” presentata ai sensi
dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001 deve essere sempre
trasmessa alla Soprintendenza quando l’immobile ricade in area
vincolata? Oppure il Comune può fermarsi prima e respingere
direttamente la domanda quando ritiene che manchino già i requisiti
minimi di sanabilità? E cosa accade quando il privato sostiene che
l’immobile sia antecedente al 1° settembre 1967? Basta richiamare
genericamente una preesistenza oppure occorre dimostrare in modo
preciso la legittima consistenza originaria del fabbricato?
Sono questioni che stanno assumendo un rilievo sempre più
importante dopo l’introduzione dell’art. 36-bis del
d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia) ad opera del
D.L. n. 69/2024 (Salva Casa) convertito dalla Legge n. 105/2024,
soprattutto nei contesti caratterizzati dalla presenza di vincoli
paesaggistici e da interventi edilizi realizzati in sopraelevazione
o in ampliamento.
Su questi aspetti è intervenuto il TAR Campania, sez. di
Salerno, con la Disclaimer.
