
Un’opera realizzata negli anni Cinquanta può essere assoggettata
alle sanzioni edilizie introdotte molti anni dopo? La difformità
tra lo stato attuale di un immobile e gli elaborati progettuali
dell’epoca è sufficiente per dimostrare l’esistenza di un
abuso?
E quale peso assumono l’abitabilità rilasciata dopo un
sopralluogo comunale, gli atti catastali e le caratteristiche
costruttive dell’edificio quando la documentazione originaria è
incompleta?
Il problema richiede di distinguere la disciplina vigente al
momento della realizzazione delle opere dai regimi repressivi
introdotti successivamente, verificando nello stesso tempo
attraverso quali documenti ed elementi tecnici possa essere
ricostruito lo stato legittimo degli immobili più
risalenti.
Su questi profili si è pronunciato il TAR Puglia, Sez.
Bari, con la sentenza
7 luglio 2026, n. 861, accogliendo il ricorso proposto
contro il diniego di un permesso di costruire in sanatoria relativo
a un appartamento inserito in un edificio realizzato tra il 1950 e
il 1951.
Sanzioni edilizie sugli immobili risalenti: il TAR ribadisce
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