
Un Comune può tornare su una SCIA a distanza di
molti anni dalla sua presentazione? Il tempo necessario per
arrivare ad una sentenza può sospendere il termine entro cui
l’amministrazione può esercitare l’autotutela? E
cosa accade quando un primo provvedimento viene annullato dal
giudice e l’ente pubblico prova a riadottarlo con una motivazione
più articolata?
A queste domande ha risposto il TAR Veneto,
sez. di Venezia, con la sentenza n.
508 del 3 marzo 2026, che affronta un tema da sempre
dibattuto nella pratica edilizia, cioè il rapporto
tra la segnalazione certificata di inizio attività
(SCIA) e il potere di controllo della pubblica
amministrazione. La pronuncia ricorda che, ai sensi della
Legge n. 241/1990, fuori dai casi eccezionali di
false rappresentazioni o dichiarazioni mendaci, il termine
previsto per l’esercizio dell’autotutela ha natura
decadenziale e decorre dalla presentazione della SCIA. Quando quel
termine è trascorso il potere dell’amministrazione si estingue e la
posizione del privato si consolida definitivamente.
Il caso esaminato
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