
Una SCIA edilizia può diventare inattaccabile solo perché
l’amministrazione non interviene subito? Il silenzio della PA basta
a far maturare una posizione giuridica solida in capo al privato? E
cosa accade quando, dietro una pratica formalmente impostata come
intervento assentibile, emerge invece un contrasto con l’assetto
urbanistico e con i titoli già rilasciati?
Sono domande che toccano un ambito particolarmente delicato
della materia edilizia, ovvero il rapporto tra titoli
dichiarativi, poteri di controllo
dell’amministrazione e tutela dell’affidamento del
privato.
Un intreccio sul quale è intervenuto il Consiglio di
Stato con la sentenza
del 16 marzo 2026, n. 2161, con un’impostazione molto
chiara, che merita attenzione perché va oltre il singolo caso
concreto.
La decisione non riguarda soltanto una vicenda relativa a un
locale commerciale e alla possibilità di insediare una
media struttura di vendita, ma investe soprattutto
il tema, molto più ampio, dei limiti della SCIA
quando l’intervento non trova un reale fondamento nello
stato legittimo dell’immobile e
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