
Una SCIA edilizia può essere privata dei suoi
effetti quasi cinque mesi dopo la presentazione, attraverso un
provvedimento di improcedibilità, inammissibilità e irricevibilità?
E, quando il Comune ritiene che le opere segnalate non siano
assentibili, può limitarsi a disconoscere tardivamente il titolo
oppure deve intervenire secondo le regole dell’autotutela
amministrativa, confrontandosi anche con l’affidamento
maturato dal privato?
La questione non riguarda soltanto i tempi del controllo
comunale, perché coinvolge anche la qualificazione edilizia degli
interventi e il rapporto tra la disciplina delle distanze, le opere
pertinenziali e il principio di prevenzione.
Su questi temi si è pronunciato il TAR Sicilia, Sezione
Palermo, con la
sentenza del 27 luglio 2026, n. 2207, annullando il
provvedimento con cui un Comune aveva dichiarato inefficace e
irricevibile una SCIA in variante quando erano
trascorsi quasi cinque mesi dal suo deposito.
La decisione affronta tre profili tra loro collegati: il termine
entro il quale il Comune può esercitare i
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