
Può operare il silenzio-assenso su una
SCIA in sanatoria presentata dopo un’ordinanza di
demolizione? Il decorso dei trenta giorni impedisce al Comune di
intervenire sulla segnalazione?
E una domanda inizialmente presentata ai sensi dell’art. 36 del
d.P.R. n. 380/2001 può essere successivamente ricondotta alla
sanatoria dinamica disciplinata dall’art.
36-bis?
A queste domande ha risposto il TAR Basilicata, sez.
Potenza, con la
sentenza del 14 luglio 2026, n. 268, pronunciandosi su
una vicenda nella quale il proprietario aveva tentato di
regolarizzare le medesime opere attraverso due procedimenti
differenti, dapprima presentando una domanda di permesso di
costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36 e, successivamente,
depositando una SCIA in sanatoria ai sensi dell’art. 36-bis.
Il TAR ha precisato che la SCIA può produrre gli effetti
previsti dalla legge soltanto se l’intervento rientra
effettivamente tra quelli per i quali il legislatore consente di
utilizzare tale strumento. Se, invece, la segnalazione viene
presentata per regolarizzare opere appartenenti a una diversa
categoria
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