
Il recupero dei vani e locali seminterrati è
diventato uno degli strumenti più utilizzati per ampliare la
disponibilità residenziale, soprattutto nelle Regioni che hanno
disciplinato modalità e condizioni di trasformazione.
In questa tipologia di interventi, uno dei problemi di
valutazione più frequenti riguarda l’altezza interna dei
locali, terreno sul quale, negli ultimi anni, si è
addensata molta confusione.
A questo si è aggiunta la tentazione di considerare le norme
regionali come una sorta di “deroga” ai parametri nazionali del
DM 5 luglio 1975. Ma quando una legge regionale
sembra “apparentemente” più permissiva, fino a che punto possiamo
considerarne l’impatto sugli spazi abitativi? E, soprattutto, chi
detta davvero il limite minimo di abitabilità: la Regione o lo
Stato?
Requisiti igienico-sanitari e altezze minime: l’inderogabilità
dei limiti posti dal DM 5 luglio 1975
È proprio in questo scenario, fatto di aspettative e
interpretazioni spesso divergenti, che si inserisce la
sentenza del TAR
Lombardia del 26 novembre 2025, n. 3843, ponendo
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