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Silenzio assenso e conferenza di servizi: quando il parere tardivo è tamquam non esset

Silenzio assenso e conferenza di servizi: quando il parere tardivo è tamquam non esset

Quando la Soprintendenza non si esprime nei termini all’interno
di una conferenza di servizi, può far valere
successivamente un parere negativo? E fino a che
punto il silenzio assenso può operare anche nei
confronti dell’amministrazione preposta alla tutela
paesaggistica
?

E, ancora, quali rimedi restano all’amministrazione che abbia
“lasciato decorrere” i termini del procedimento?

A tali quesiti ha risposto il Consiglio di
Stato
con la sentenza
del 17 novembre 2025, n. 8981
, ribadendo che in
conferenza di servizi, il silenzio della Soprintendenza
vale come assenso
, con effetti consolidati e non
superabili da un parere negativo tardivo.

Silenzio assenso e parere paesaggistico: interviene il
Consiglio di Stato

Il caso ha riguardato l’iter relativo a un permesso di costruire
richiesto nel 2017 per un intervento residenziale riconducibile
alla disciplina del Piano Casa della Regione Lazio.

La prima conferenza di servizi del 2018 si era conclusa con un
diniego fondato su un parere negativo regionale; la Soprintendenza,
pur regolarmente invitata, non aveva
…continua a leggere

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