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SISMABONUS-ACQUISTI: È LECITO PAGARE UN CORRISPETTIVO PER BENEFICIARE DELLA DETRAZIONE?

SISMABONUS-ACQUISTI: È LECITO PAGARE UN CORRISPETTIVO PER BENEFICIARE DELLA DETRAZIONE?

Il caso sottoposto dal gentile lettore descrive una situazione abbastanza diffusa in cui l’impresa costruttrice/venditrice dell’immobile, in base a una propria strategia commerciale, chiede al promissario acquirente un “corrispettivo” per consentirgli di poter usufruire dell’agevolazione fiscale Sismabonus-acquisti.
Più in particolare, a fronte di una riduzione del prezzo pari a 81.600euro, ne chiede 20.000, iva compresa, a titolo di corrispettivo forfettario per il “rimborso” delle spese tecniche addizionali connesse agli adempimenti fiscali.
Il promissario acquirente, in capo al quale rimarrebbe un vantaggio pari a 61.600euro, si interroga circa la regolarità dell’operazione, anche in relazione al numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, e sulle garanzie derivanti da tale pagamento.
La richiesta descritta, a parere dello scrivente, nell’ambito di una libera contrattazione, risulta lecita, seppure “eticamente” scorretta, qualora non già pattuita in sede di preliminare.
Tale richiesta non sembra essere contraria a norme fiscali: si veda, per analogia, la risposta all’interpello n. 243 del 4/5/2022, che riguarda il riaddebito degli oneri finanziari da parte di un professionista.
Tuttavia la società venditrice rischia di esporsi a possibili azioni in sede civile da parte dell’acquirente, laddove risulti sproporzionata la richiesta economica rispetto all’onere verosimilmente sostenuto per le spese tecniche, fiscali e finanziarie necessarie per finalizzare la pratica di Sismabonus per una palazzina da dieci unità immobiliari. Si consideri infatti che le eventuali extra spese che potrebbero essere vantate ai fini del maxi rimborso, sono unicamente quelle inerenti alle asseverazioni, essendo quelle di progettazione e direzione lavori già implicite nella costruzione del fabbricato, indipendentemente dall’accesso al Sismabonus. Ad esse si potrebbero aggiungere le spese finanziarie, se l’impresa opta per lo sconto in fattura e la cessione del credito verso istituti bancari o altri soggetti, stimate indicativamente nel 10%-15% del valore del credito d’imposta, trattandosi di un bonus ripartito in 5 rate annuali. Per cui andrebbe valutato (verifica non possibile in questa sede) se la somma richiesta costituisce un mero “rimborso spese” oppure un extraprofitto per l’impresa.
In merito alle possibili “garanzie” richieste dal futuro acquirente è evidente che esse non possono essere diverse da quelle che derivano dalla responsabilità professionale dei tecnici asseveratori che, in caso di errori, sono chiamati a rispondere tramite le proprie polizze di RC o il loro patrimonio. Tuttavia, stante l’importo richiesto dall’impresa, il promissario acquirente potrà rispondere chiedendo a sua volta di essere garantito circa l’effettuazione degli adempimenti necessari e quindi in merito alla maturazione dei crediti fiscali oggetto di scambio.

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