
Nelle procedure di gara il soccorso istruttorio
consente di evitare esclusioni meramente formali, garantendo al
tempo stesso che la competizione si svolga su basi paritarie e in
tempi certi.
Ma cosa accade quando un’integrazione richiesta dalla stazione
appaltante è incompleta, errata o addirittura non pervenuta?
L’Amministrazione deve fermarsi o può tentare un ulteriore
passaggio chiarificatore? E, soprattutto, quando l’errore
dell’operatore economico smette di essere sanabile
e diventa causa legittima di esclusione?
Il tema si intreccia direttamente con l’utilizzo del
DGUE, spesso trattato dagli operatori come una
sorta di autocertificazione “onnicomprensiva”, capace di assorbire
ogni richiesta della lex specialis.
Nella prassi operativa, però, non è raro che il DGUE venga
compilato in modo generico, confidando nel fatto che eventuali
lacune possano essere colmate in sede di soccorso istruttorio.
È su questi aspetti che si è innestata la sentenza
del Consiglio di Stato 2 febbraio 2026, n. 837,
chiamata a verificare se un errore di trasmissione possa essere
equiparato
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