
La modalità di ripartizione delle quote di esecuzione
all’interno dei RTI non è sempre immediatamente chiara, soprattutto
nelle gare complesse, caratterizzate da una pluralità di categorie,
importi rilevanti e articolazioni non sempre lineari tra categoria
prevalente e categorie scorporabili.
In questi casi, è facile che emergano ambiguità
interpretative, con il rischio, per la stazione
appaltante, di adottare esclusioni contestate o, all’opposto, di
ammettere operatori ritenuti illegittimamente qualificati dai
concorrenti.
Quale può essere, quindi, il ruolo del soccorso
istruttorio in una situazione del genere? Quando una
dichiarazione sulle categorie SOA è poco chiara, ma non mancante, è
possibile attivarlo oppure no? E, soprattutto, è legittimo
richiedere più di un chiarimento se il primo non ha dissipato tutte
le ambiguità?
Su questi profili interviene la sentenza
del 26 gennaio 2026, n. 1465 del TAR Lazio, che offre
una ricostruzione puntuale e operativamente molto utile dei limiti
entro cui il soccorso istruttorio può essere utilizzato per
chiarire, ma non
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