
Quando si gestisce un intervento di somma
urgenza, tutto avviene molto rapidamente. Prima si
interviene per eliminare una situazione di pericolo, poi si
ricostruisce il quadro amministrativo che giustifica l’affidamento
e la spesa.
In questa fase operativa emerge spesso un dubbio. Il
verbale di somma urgenza, inviato all’impresa
tramite PEC e restituito firmato per accettazione,
può essere considerato una forma di stipula del
contratto? In altre parole, questo scambio documentale può
essere assimilato allo scambio di lettere previsto
dall’art. 18 del D.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti)
per la conclusione del contratto pubblico?
È un dubbio che negli uffici tecnici emerge più spesso di quanto
si pensi. Se il verbale fosse già il contratto, l’obbligazione
contrattuale nascerebbe immediatamente, con conseguenze rilevanti
sulla gestione della procedura e della spesa.
Su questo punto è intervenuto il Supporto
Giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti (MIT), con il
parere n. 4097 del 2 marzo
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