
Gli interventi di ampliamento “verso l’alto” realizzati in un
condominio non interessano soltanto l’unità immobiliare coinvolta
nei lavori, ma modificano gli equilibri
patrimoniali dell’intero edificio.
È legittimo quindi domandarsi se chi realizza una
sopraelevazione sull’ultimo piano di un edificio
debba sempre corrispondere un’indennità economica
agli altri condomini e, soprattutto, chi possa realmente pretendere
quel pagamento, se il condominio oppure i singoli proprietari.
A rispondere al riguardo è la recente sentenza
della Corte di Cassazione del 14 aprile 2026, n. 9572,
affrontando il tema dell’indennità di
sopraelevazione prevista dall’art. 1127
c.c., chiarendo la funzione dell’istituto, la titolarità
del relativo diritto e la natura del credito dovuto agli altri
condomini.
Sopraelevazione in condominio: la Cassazione sul diritto
all’indennità
Il ricorso di legittimità è frutto di un contenzioso in
condominio, nato a seguito della realizzazione di una
sopraelevazione su un edificio condominiale.
Alcuni condomini avevano agito in giudizio chiedendo la
corresponsione dell’indennità prevista dall’art. 1127,
comma 4, c.c., sostenendo che l’intervento avesse
incrementato
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