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Stato legittimo e incertezza storica: cosa chiarisce il Consiglio di Stato con la sentenza n. 418/2026

Stato legittimo e incertezza storica: cosa chiarisce il Consiglio di Stato con la sentenza n. 418/2026

Come si ricostruisce lo stato legittimo di un
immobile
quando mancano documenti certi? Fino a che
punto l’onere della prova può gravare sul proprietario? E cosa
accade quando neppure una verificazione tecnica riesce a collocare
nel tempo un manufatto?

Sono domande tutt’altro che teoriche, che emergono con frequenza
nella pratica professionale, soprattutto quando si opera su edifici
risalenti nel tempo, con archivi incompleti o documentazione non
più reperibile.
La questione è resa ancora più attuale dalla formulazione vigente
dell’art. 9-bis, comma 1-bis, del d.P.R. n.
380/2001
(Testo Unico Edilizia), che
oggi definisce lo stato legittimo facendo riferimento a situazioni
tra loro anche molto diverse.

La norma, infatti, prende in considerazione sia l’ipotesi
dell’edificio sorretto da un titolo edilizio originario, sia quella
dell’immobile realizzato in un’epoca in cui il titolo non era
richiesto. A queste si affianca una terza fattispecie, tutt’altro
che marginale, in cui esiste un principio di prova del
titolo abilitativo
, pur in assenza
…continua a leggere

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