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Stop al bonus facciate 90%, nel 2022 detrazione solo al 75% – Trend-online.com

Come tutti sanno, il premier Draghi ha in più occasioni sottolineato che la quantità di bonus e agevolazioni in Italia è troppo ampia e questo rallenta enormemente i tempi di verifica e assegnazione degli stessi.

Il Recente documento redatto dalla Corte dei Conti (Rapporto sul Coordinamento di Finanza Pubblica 2021), che analizza l’intero panorama finanziario dello Stato, è arrivato alla stessa conclusione: le mille agevolazioni di ogni genere creano un caos burocratico che appesantisce la macchina dello Stato e ha dei costi ingenti.

A questo scopo il Premier ha deciso di intervenire su molti punti, compreso l’accorpamento di alcuni bonus e agevolazioni al fine di semplificare le procedure e ridurre le spese.

Il punto di partenza sono stati i bonus INPS, la miriade di bonus famiglia (bonus bebè, bonus mamme domani, Anf, etc.) nel 2022 non esisterà più e al suo posta farà il suo ingresso il grande Assegno Unico, un solo bonus che li racchiude tutti.

Dopo l’INPS il Governo ha fatto sapere che sarà il turno delle agevolazioni gestite dall’Agenzia delle Entrate, soprattutto quelle che riguardano la ristrutturazione.

Se Draghi è stato chiaro, il Superbonus 110% non si tocca almeno fino al 2023, così non sarà per il bonus facciate e le altre agevolazioni.

Obiettivo dell’esecutivo è infatti quello, nel più breve tempo possibile, di accorpare tutte queste agevolazioni e creare un solo grande incentivo con detrazione al 75%. 

Il bonus ristrutturazione 75% dovrebbe prendere il posto di tutte le agevolazioni esistenti e solo alla fine includere anche il Superbonus 110%.

Tra i primi ad essere spazzati via dovrebbe esserci il bonus facciate, che ora offre il 90% di sconto su alcuni lavori edilizi e dopo la manovra offrirà invece solo uno sconto del 75%. Stessa sorte dovrebbe investire il bonus verde, il bonus mobili e anche il bonus casa, cioè l’agevolazione generica sugli interventi edilizi.

Quando arriverà il nuovo bonus ristrutturazione 75%?

Facciamo prima di tutto chiarezza sui tempi, al momento Senato e MEF hanno chiarito che stanno lavorando al progetto bonus ristrutturazione 75%, ma non esiste ancora nulla di scritto in merito.

Ad ogni modo, Draghi in persona ha anche chiarito che ogni eventuale modifica alle agevolazioni ristrutturazione non riguarderà nella fase iniziale il Superbonus 110%, poiché nelle intenzioni dell’esecutivo vi è la volontà di tenere l’agevolazione separata e concederle almeno una proroga al 2023.

Mentre il bonus facciate e altri incentivi che sono attivi per il 2021, molto probabilmente non vedranno un rinnovo per l’anno prossimo e saranno già accorpate al nuovo bonus dal 2022.

I vantaggi di un solo bonus ristrutturazione sono notevoli, poiché questo permetterebbe al Governo di risparmiare, non tanto rispetto agli importi erogati, quanto rispetto ai costi di gestione delle agevolazioni.

Perché al momento se si effettuano più interventi edilizi sullo stesso immobile, coperti ognuno da un incentivo diverso, la stessa persona invierà una serie di moduli e richieste all’Agenzia delle Entrate per ogni singola agevolazione.

Il risultato è che in questo scenario gli organi che gestiscono i bonus, sia INPS che Agenzia delle Entrate, di fatto analizzano e ricontrollano le domande, e quindi i dati della stessa persona, una miriade di volte, perdendo tempo e soldi che si riflettono anche sulla lentezza con cui in Italia sono assegnati i bonus.

Certo, dovremo ancora vedere come sarà questo bonus nella pratica, ma se alcuni incentivi come Superbonus 110% e bonus facciate ne risentiranno, abbassando i loro importi, altre agevolazioni, come il bonus casa, potrebbero invece aumentare la percentuale di sconto offerto ai cittadini.

Il bonus facciate 90%: requisiti, importi e lavori ammessi

Il bonus facciate al momento permette uno sconto pari al 90% del totale dei costi per interventi edilizi che riguardano le facciate esterne di un edificio.

Se esso dovesse essere accorpato immediatamente al bonus ristrutturazione, questo vorrebbe dire che che gli interventi sarebbero comunque ammessi, ma con un finanziamento statale solo de 75%.

Aspettando di vedere cosa accadrà, almeno fino al 2022 il bonus facciate 90% rimane attivo, vediamo quindi quali sono i requisiti e i lavori ammessi.

Come si è detto possono essere effettuati con il bonus facciate gli interventi sulle pareti esterne, cioè sulle superficie opache, balconi, grondaie e fregi ornamentali.

Mentre sono esclusi i lavori sulle pareti interne e sulle parti trasparenti, cioè finestre e infissi. Ancora, con il bonus facciate possono essere realizzati sia lavori di ristrutturazione in senso stretto, cioè interventi massicci, sia le operazioni di pulitura straordinaria, mentre sono esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria.

Il bonus facciate può essere utilizzato come detrazione IRPEF in cinque anni, cioè anticipati i soldi questi vi saranno restituiti dallo Stato mediante uno sconto sulle tasse spalmato in un quinquennio.

In alternativa, il bonus può essere usato con la cessione del credito o lo sconto in fattura. Se la ditta scelta per i lavori ammette lo sconto in fattura sarà lei ad anticipare i costi e poi chiedere allo Stato il rimborso come credito di imposta.

Una spiegazione dettagliata del bonus facciate 2021 è contenuta anche nel video YouTube di Rinalda Borra:

Il Superbonus 110% è salvo almeno fino al 2023!

Veniamo all’agevolazione ristrutturazione più amata dagli italiani perché offre una copertura totale dei costi, cioè il Superbonus 110%.

Secondo la normatva attuale il Superbonus 100% scadrà il 30 giugno 2022, solo ai condomini sono concessi altri sei mesi, fino al 31 dicembre 2022, sempre che entro giugno abbiano effettuato almeno il 60% degli interventi previsti.

In un primo momento Draghi aveva annunciato il suo impegno a concedere due proroghe al Superbonus 110%. La prima sarebbe dovuta essere contenuta nel primo DL Sostegni e avrebbe dovuto prolungare l’agevolazione fino al 2023. Una seconda proroga, fino al 2024, sarebbe dovuta arrivare a dicembre con la Legge di Bilancio 2022.

Sembrava tutto pronto per le proroghe, ma in Senato al momento di votare l’emendamento al DL Sostegni il MEF ha fatto presente che la proroga al Superbonus 110% non poteva essere accettata perché lo scostamento di bilancio non è sufficiente, in pratica non ci sono i soldi.

Facile immaginare il caos e il putiferio che ne è seguito, con il Movimento 5 Stelle che minacciava di non votare il Decreto.

A calmare gli animi ci ha pensato Draghi, che ha rivisto la sua posizione affermando che ci sarà una sola proroga al Superbonus 110%, fino al 2023, e che per essa di dovrà aspettare la prossima Legge di Bilancio, che sarà emanata a dicembre di quest’anno.

Quali lavori copre il Superbonus 110% e quali sono i requisiti?

Come il bonus facciate, anche il Superbonus 110% risentirà enormemente dell’accorpamento al nuovo bonus ristrutturazione 75%, perché l’agevolazione offrirà solo un rimborso parziale e non più totale.

Sapendo però che l’agevolazione è salva almeno fino al 2023, vediamo quali lavori si possono realizzare.

Prima di tutto per capire come funziona l’incentivo è necessario prendere dimestichezza con due termini importanti: lavori trainanti e lavori trainati.

I lavori trainanti, altro non sono che i lavori principali, cioè gli interventi edilizi, realizzati i quali, il Superbonus 100% da il diritto ad effettuare anche lavori aggiuntivi, cioè i lavori trainati. Ma questi ultimi sono vincolati alla realizzazione di almeno uno dei lavori trainanti, cioè:

  • la realizzazione, almeno sul 25% della struttura, del cosiddetto cappotto termico;
  • i lavori di adeguamento sismico;
  • la sostituzione degli impianti invernali di climatizzazione, siano essi fissi o mobili.

Realizzato anche uno solo di questi lavori allora si potranno effettuare gli interventi aggiuntivi, tra i quali: l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’installazione di impianti fotovoltaici, pannelli solari e stazioni di ricarica per i veicoli elettrici.

Il bonus può essere usato con la detrazione IRPEF dell’importo, che avverrà in cinque anni, oppure con cessione del credito o sconto in fattura.

Si tenga presente che le imprese che scelgono lo sconto in fattura non riceveranno solo il 100% delle spesa anticipate, ma anche un 10% extra, motivo per cui il Superbonus si chiama 110% e non 100%.

Infine, ricordiamo che il DL Semplificazioni ha di recente modificato la normativa e per avere diritto al Superbonus 110% non serve più l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile, ma solo la CILA.

Cosa accadrà a bonus verde, bonus casa e bonus mobili?

Se queste sono le due agevolazioni che subiranno una riduzione di importi con la creazione di un nuovo bonus ristrutturazione 75%, ce ne sono altre però a cui la manovra potrebbe giovare.

Al momento la gran parte degli interventi di ristrutturazione è coperta dal bonus casa, con cui si può avere un finanziamento statale pari al 50% dei costi, fino ad un massimo di 96.000 euro.

Si potrà usufruire dell’agevolazione come detrazione IRPEF in dieci anni, oppure con sconto in fattura o cessione del credito.

Questa agevolazione se accorpata al bonus ristrutturazione 75%, dovrebbe quindi aumentare cospicuamente le cifre assegnate ai beneficiari.

Stessa sorte potrebbe investire il bonus verde, l’agevolazione che permette allestimento e ristrutturazione di giardini e terrazzi, ma che al momento ha un importo davvero ridotto, perché concede una detrazione solo pari al 36% delle spese e fino al limite di 1.800 euro.

Ma delle agevolazioni ristrutturazione fa parte anche il bonus mobili, poiché lo sconto sui grandi elettrodomestici e gli elementi di arredo si può avere solo se è stata effettuata una ristrutturazione dell’immobile dopo il 1 gennaio 2020.

Attualmente questa agevolazione non ammette cessione del credito e sconto in fattura e offre un rimborso del 50%, fino al limite massimo di 16.000 euro, che si otterrà con detrazione IRPEF in dieci anni.

Tutti questi incentivi se accorpati al bonus ristrutturazione 75% dovrebbero veder salire i loro importi.

Collaboratrice di Redazione, classe 1984.
Ho una laurea Filologia Classica e ho conseguito un dottorato in Storia Antica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi sull’opera frammentaria di Asclepiade di Tragilo. Sono autrice di pubblicazioni scientifiche sul mondo classico e coeditrice di due volumi accademici internazionali. Dal 2015, mi sono trasferita in Inghilterra dove ho lavorato come copywriter freelance e come croupier al casinò.
Il mio motto è? “Naples is the flower of paradise. The last adventure of my life”.

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