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Subappalto e concessioni: quando la presenza di terzi non giustifica la revoca

Subappalto e concessioni: quando la presenza di terzi non giustifica la revoca

È davvero sufficiente richiamare una serie di presunte
irregolarità per arrivare alla revoca di una
concessione
? E fino a che punto l’amministrazione può
spingersi nel qualificare comportamenti del concessionario senza
averli prima accertati in modo puntuale? E ancora, la presenza di
soggetti terzi nella gestione di un impianto è davvero indice di
subappalto vietato oppure serve qualcosa di più?

A intervenire sul corretto esercizio del potere di revoca da
parte di un’Amministrazione è il TAR Campania,
sez. Napoli, con la
sentenza del 23 marzo 2026, n. 1948
, ribadendo un
principio chiaro: la revoca non può essere esercitata per accumulo
di contestazioni, ma deve poggiare su fatti precisi,
dimostrati e coerentemente qualificati sul piano
giuridico
.

Revoca della concessione: il limite dell’istruttoria e della prova
dei fatti

Il caso riguardava il ricorso contro il provvedimento di revoca
di una concessione per la gestione di un impianto sportivo,
motivato dal Comune attraverso una pluralità di rilievi,
…continua a leggere

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