
Sebbene il subappalto rappresenti l’ossatura di numerose opere
pubbliche, dietro la complessa catena di forniture e
prestazioni, molte imprese hanno vissuto negli ultimi anni
un vero paradosso: ricevere pagamenti regolari dalle stazioni
appaltanti e, successivamente, vederseli revocare a causa di
contenziosi fallimentari che non le riguardavano direttamente.
Una distorsione che ha messo in difficoltà soprattutto
micro, piccole e medie imprese — spesso
subappaltatrici o subfornitrici — e che oggi spinge il sistema
imprenditoriale a chiedere una correzione normativa chiara e
definitiva.
Subappalto: la proposta di legge sui pagamenti diretti
Per superare l’incertezza interpretativa,
ASSISTAL – l’associazione aderente a Confindustria
che rappresenta il settore impiantistico, del facility
management e dei servizi di efficienza energetica (ESCo) –
sostiene una proposta di legge che intende
eliminare il rischio di revocatoria fallimentare sui pagamenti
diretti ai subappaltatori e subfornitori.
Il testo chiarisce che i pagamenti effettuati dalle
stazioni appaltanti, previsti dalla legge o dai contratti,
devono essere considerati “pagamenti normali”, non
soggetti a revoca.
Una puntualizzazione che avrebbe effetti concreti e immediati
quali:
- tutelare la liquidità delle
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