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Superbonus 110% e bonus edilizi: le spese detraibili in caso di demolizione e ricostruzione – Lavori Pubblici

Superbonus 110% e bonus edilizi: le spese detraibili in caso di demolizione e ricostruzione - Lavori Pubblici

Devo effettuare una ristrutturazione edilizia consistente nella
demolizione e ricostruzione di un vecchio rudere. Vorrei sapere se
è possibile ricomprendere nel Sismabonus, tra le spese ammesse a
detrazione, anche gli oneri di urbanizzazione e la tassa per
l’occupazione del suolo pubblico. Vorrei inoltre sapere se tali
spese devono essere asseverate (e come) dai professionisti che ho
incaricato.

Demolizione e ricostruzione: le spese detraibili

Quando si entra nel dettaglio di un intervento edilizio si
comincia anche a fare l’elenco dettagliato delle spese provando a
non fare alcun errore nel definire quali di questi, in che importo
e massimale rientrino in una delle agevolazioni fiscali previste
per l’edilizia.

E quando si parla di demolizione e ricostruzione e di superbonus
110% entrano in gioco una moltitudine di costi sui quali spesso ci
si interroga. Come è accaduto ricevendo la domanda posta da un
nostro lettore alla posta di LavoriPubblici.it, che abbiamo girato
al nostro esperto di sismabonus e bonus edilizi ing. Cristian
Angeli. Di seguito la sua risposta integrale

Superbonus 110% e bonus edilizi: l’esperto risponde

La domanda posta dal gentile lettore solleva un dubbio che, in
realtà, è stato già affrontato dall’Agenzia delle Entrate sia per
quanto riguarda l’ammissibilità delle spese nel Superbonus sia, in
precedenza, per le detrazioni fiscali ordinarie connesse agli
interventi di ristrutturazione edilizia.

Di sicuro merita di essere ripreso e approfondito, perché
qualunque intervento edilizio è soggetto, in misura maggiore o
minore, al pagamento di “oneri concessori”. Poi, quando i lavori si
svolgono in ambiti urbani, non è infrequente la necessità di
occupare aree pubbliche, con conseguente “tassazione” a carico del
committente, determinata in relazione all’importanza della via,
alla superficie, alla durata e allo scopo dell’occupazione.

In alcuni casi, tra gli uni e l’altra, il conto può arrivare a
diverse migliaia di euro.

Detrazione fiscale degli oneri di urbanizzazione connessi
all’intervento edilizio

Il tema è stato trattato nella circolare n. 19/E del 8 luglio
2020, che fornisce un elenco delle “altre spese” ammesse a
detrazione d’imposta per i bonus ordinari. Testualmente la
circolare afferma quanto segue:

La detrazione spetta per le spese sostenute, anche prima
dell’inizio dei lavori, per:

  • la progettazione e le altre prestazioni professionali
    connesse comunque richieste dal tipo di lavori;
  • l’acquisto dei materiali;
  • l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i
    diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e la
    dichiarazione di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla
    realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti
    dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

L’elencazione riportata non ha valore tassativo in quanto è
riferita ai costi ulteriori, rispetto a quelli espressamente
menzionati, connessi all’intervento edilizio (Risoluzione
18.08.2009 n. 229) tra cui, ad esempio, le spese relative allo
smaltimento dei materiali rimossi per eseguire i lavori e la tassa
per l’occupazione del suolo pubblico, pagata dal contribuente per
poter disporre dello spazio insistente sull’area pubblica
necessario all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione
dell’immobile“.

Si evidenzia che, in base alla Circolare 19/E/2020, le suddette
spese possono essere sostenute anche “prima dell’inizio dei
lavori”.
Quest’ultimo dettaglio, seppure non oggetto del
quesito, è di notevole importanza a proposito delle spese
professionali, in particolare per quelle inerenti all’effettuazione
di “perizie e sopralluoghi” che, quindi, possono essere
fatturate (e pagate) in qualunque momento al professionista che le
ha eseguite, senza attendere le tempistiche di presentazione della
pratica edilizia.

Per quanto riguarda la detrazione fiscale al 110% (Superbonus)
dei costi ulteriori“ connessi all’intervento si
può fare invece riferimento a quanto riportato nella circolare n
30/E del 2020 a pagina 81, che conferma l’ammissibilità “…ad
esempio, per pagamenti relativi ad oneri di urbanizzazione,
ritenute d’acconto operate sui compensi, imposta di bollo e diritti
pagati per le concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio
lavori…”.

Detrazione fiscale della tassa per l’occupazione del suolo
pubblico

L’elencazione riportata nella Circolare 19/E/2020 menziona
espressamente, tra le spese detraibili, anche la tassa per
l’occupazione del suolo pubblico“
, purchè strettamente
connessa all’intervento edilizio.

A maggiore conferma di questo punto esiste anche un interpello,
il num. 229/E/2009, inoltrato da un contribuente che chiedeva
“di sapere se la TOSAP possa essere considerata una spesa sulla
quale calcolare la detrazione d’imposta del 36% prevista per le
ristrutturazioni edilizie”.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate è la seguente “La
tassa per l’occupazione del suolo pubblico, pagata dal contribuente
per poter disporre dello spazio insistente sull’area pubblica
necessario all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione
dell’immobile, è da considerarsi come onere strettamente collegato
alla realizzazione dell’intervento edilizio e, pertanto,
riconducibile tra i costi indicati nel punto 9) della circolare
121/E del 1998”.

Come e chi deve asseverare le “altre spese” connesse
all’intervento

La congruità delle spese ammesse ai benefici fiscali deve essere
asseverata da un tecnico abilitato. Nel caso del Sismabonus le
spese oggetto di detrazione devono essere dichiarate in prima
battuta dal progettista strutturale nel modello B e poi confermate
dal Direttore dei Lavori nel modello B-1.

Non è mai stato chiarito se la somma indicata nella suddetta
asseverazione debba essere riferita solo ai costi “tecnici” e a
quelli inerenti alle opere di manutenzione strettamente correlate,
oppure debba ricomprendere anche gli oneri di natura
amministrativa, come ad esempio quelli concessori.

Testualmente il modello B chiede di asseverare “la congruità
della spesa ammessa a detrazione, stimata mediante il prezzario
_____________ pubblicato nell’anno 20__, che ammonta ad un costo
complessivo dell’intervento, comprensivo delle spese
professionali”.

Il testo sembrerebbe escludere le voci di costo di natura
amministrativa, come ad esempio le imposte, e anche l’art. 119 del
decreto rilancio, al comma 13-bis, parla solo di asseverazione di
congruità delle spese con riferimento ai prezzari…

Tuttavia è anche vero che, qualora i suddetti oneri non
venissero asseverati, il professionista incaricato di apporre il
visto di conformità potrebbe ritenere di non volersene assumere la
responsabilità ed inoltre, in caso di futuri controlli, potrebbero
essere oggetto di contestazioni da parte del Fisco.

Per questi motivi, laddove vi sia capienza nei massimali
disponibili il progettista strutturale, in accordo con il
committente, potrebbe valutare di inserirli nell’allegato B, con
un’annotazione separata, in modo che risultino nell’asseverazione
ma non si confondano con il costo dei lavori e che non concorrano
alla percentuale di SAL.

Articolo a cura di Cristian
Angeli

ingegnere strutturista esperto di detrazioni fiscali applicate
all’edilizia
www.cristianangeli.it

Source: lavoripubblici.it

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

I commenti su questo articolo non dovranno contenere quesiti di natura tecnica.

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