
Il rafforzamento dei controlli catastali
rappresenta un’attività che, negli ultimi anni, ha assunto una
dimensione sempre più strutturata, non più basata su singole
verifiche ma inserita in un disegno organico che punta a completare
le banche dati e ad allinearle con quanto accade
sul territorio reale.
Un percorso che, come conferma il Documento di Finanza
Pubblica 2026, si articola oggi su più direttrici:
dall’integrazione delle banche dati attraverso il Sistema
Integrato del Territorio (SIT), alla ricognizione degli
immobili non censiti, fino ai controlli sugli
immobili interessati da bonus edilizi e ai
conseguenti aggiornamenti delle rendite
catastali.
In questo contesto, ciò che emerge con maggiore evidenza è
l’accelerazione impressa nel 2025 sia sul fronte tecnologico sia su
quello operativo, sostenuta non solo dall’intensificazione delle
verifiche incrociate, ma anche da una crescente adesione ai
meccanismi di compliance da parte dei
contribuenti.
Catasto e controlli sugli immobili: dal SIT agli “immobili
fantasma”, il punto nel DFP 2026
Il primo elemento da mettere a fuoco è il consolidamento del
Sistema Integrato del Territorio (SIT),
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