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Superbonus: le novità su condomini, villette, Isee, cessione del credito e bonus facciate – IL GIORNO

Nessuna limitazione legata al reddito del proprietario sul 110%, prorogato per le case monofamiliari, sconto in fattura e cessione del credito estesi al 2023 e nuova proroga anche per il bonus facciate. Aliquota ridotta invece per gli stabili condominiali a partire dal 2024, dal 110 attuale  fino al 70 prima e poi al 65%. Sono queste le quattro grandi novità che potrebbe includere la legge di Bilancio del governo Draghi, che questa settimana dovrebbe passare al voto definitivo di approvazione in parlamento. Ma vediamo le novità una per una.

Il Superbonus 110% sulle ristrutturazioni sarà dunque prorogato per le villette e case unifamiliari fino al 2023. Lo stabilisce la Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) approvata dal Consiglio dei ministri. A promettere il rinnovo era stato il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini. In una prima fase del dibattito si era previsto un tetto Isee per i beneficiari di 25mila euro, ma al momento tutti gli indicatori lasciano intendere che questo vincolo sia stato abbandonato. Nessun vincolo Isee dunque. Entrerà in gico però un limite più ristretto per la cosiddetta Cilas (asseverazione dei lavori), fattore che restringerà il numero di domande ammesse.




Torna invece la piena apertura sullo sconto in fattura e l’apertura alla cessione del credito. All’inizio il governo anche in questo caso sembrava orientato a una severa limitazione, circoscrivendo il benefico al solo superbonus del 110%, poi la svolta. Chi vorrà beneficiare  del vantaggio fiscal senza aspettare le dichiarazioni dei redditi e i conteggi potrà farlo. C

on la buona notizia arriva dunque anche quella del bonus facciate, che è stato prorogato anche per tutto l’anno prossimo. Con una differenza: la detrazione scende dal 90 al 60%, restando a quota 90 solo per chi avrà pagato tutti i lavori entro il prossimo 31 dicembre. Per i condomini invece, come detto, taglio dell’aliquota 110 prima al 70% dal 2024, poi al 65%.

“La conferma della proroga al 2023 del Superbonus al 110% e’ un’ottima notizia. E’ una misura che funziona molto bene, oltre a essere uno dei principali pilastri della transizione ecologica, che sta aiutando l’economia a ripartire. Sulle grandi potenzialità ci abbiamo sempre creduto tanto da spingere con determinazione per inserire, nella prossima Legge di bilancio, la proroga della misura”, aveva commentato il viceministro dell’Economia Laura Castelli, dopo l’approvazione della Nadef. Proprio quest’estate l’iter burocratico per ottenere il Superbonus 110% era stato semplificato. La misura che permettere di ottenere detrazioni (oppure uno sconto immediato attraverso la cessione del credito) per gli interventi di ristrutturazione che permettono di guadagnare classi energetiche. 




La fase espansiva dell’economia italiana si stima che durerà fino al 2024; in questi anni l’extra deficit sarà di quasi 77 miliardi di euro. Il quadro tendenziale mostra per il 2022 un deficit al 4,4% che diventa del 5,6% in quello programmatico, con un incremento di 1,2 punti percentuali. L’anno successivo l’indebitamento passa dal 2,4% tendenziale al 3,9% programmatico (+1,5 punti percentuali) e nel 2024 si passa dal 2,1% al 3,3% (+1,2 punti percentuali). In euro vuol dire +22,7 miliardi il prossimo anno, a cui si aggiungono 29,6 miliardi nel 2023 e altri 24,5 miliardi nel 2024 per un totale di 76,8 miliardi nel triennio.

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