
Dopo oltre venticinque anni e più di cento modifiche normative,
il d.P.R. n. 380/2001 sembra arrivato ad un punto di rottura. È
questa, in sostanza, la posizione espressa da ANCE
durante l’audizione
alla Commissione Ambiente della Camera sul
disegno di legge delega n. 2826 per il
nuovo Codice dell’edilizia e delle
costruzioni.
Come ha ribadito il vicepresidente dell’associazione,
Stefano Betti, il Testo Unico Edilizia, nato nel 2001 con
l’obiettivo di razionalizzare e coordinare la materia, ha
progressivamente perso la propria funzione ordinatrice a causa
della continua stratificazione normativa intervenuta negli ultimi
venticinque anni.
Il problema non riguarda soltanto il numero delle modifiche
apportate al decreto, ma soprattutto il modo con cui il sistema è
stato trasformato nel tempo, con oltre cento interventi normativi
introdotti per larga parte attraverso decreti-legge emergenziali
che hanno inciso su categorie edilizie, titoli abilitativi e
procedure amministrative senza però arrivare mai ad una revisione
organica complessiva.
Il risultato
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