
Quando un intervento di installazione di una tettoia o di un
pergolato può definirsi effettivamente “precario”
o qualificato come edilizia libera? E in quali
casi il Comune può imporre la demolizione anche a chi non ha
materialmente eseguito l’abuso?
Pergolati e tettoie: quando l’edilizia libera sconfina
nell’abuso
Torna a parlare di una dibattuta questione in materia di abusi
edilizi il TAR Lazio, con la sentenza del 9
ottobre 2025, n. 17305, riguardante alcune
opere realizzate su un fondo agricolo. Il ricorrente sosteneva che
si trattasse di semplici interventi di edilizia
libera, privi di rilevanza urbanistico-edilizia e
destinati unicamente alla “messa in sicurezza e decorazione
dell’area”.
Tra questi figuravano:
- un pergolato in legno e una piccola struttura mobile ricoperta
da tegole; - muretti in tufo alti meno di 50 cm;
- pannelli fotovoltaici su carrelli mobili;
- una canna fumaria temporanea;
- due finestre e una recinzione in pali di legno.
Tuttavia, l’Amministrazione aveva ritenuto che tali opere
configurassero interventi di nuova
costruzione soggetti a permesso di
costruire, ai sensi dell’art. 10 del
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