
Una tettoia può essere considerata un intervento di edilizia
libera o, in assenza di titolo, configura un abuso edilizio? Un
muro di contenimento di grandi dimensioni richiede il permesso di
costruire? Cosa succede se, durante la pendenza di un condono
edilizio, l’immobile viene ulteriormente trasformato con nuove
opere abusive? L’ordine di demolizione è illegittimo se non viene
notificato al proprietario o resta comunque efficace?
A queste domande ha risposto il Consiglio di Stato con la
sentenza n. 2864 del 9
aprile 2026, che affronta alcuni profili centrali per
i tecnici: il rapporto tra nuovi abusi e condono pendente, la
legittimazione a contestare l’ordine di demolizione e la
qualificazione urbanistico-edilizia delle opere.
Abusi
edilizi e ordine di demolizione: il caso
La vicenda trae origine da un’ordinanza comunale di ripristino
adottata ai sensi dell’art. 33 del d.P.R. n. 380/2001, con la quale
è stata contestata la realizzazione di diversi interventi abusivi,
tra cui un ampliamento dell’unità immobiliare, un muro
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