
Le tolleranze costruttive possono giustificare lo sforamento
delle distanze legali tra edifici confinanti? I balconi aggettanti
e i bow-windows entrano nel computo delle distanze anche quando il
regolamento comunale sembra escluderli? E da quale punto si misura
la distanza quando tra i due fondi corre un muro comune?
A questi interrogativi risponde la Corte di Cassazione con la
sentenza
n. 7437 del 28 marzo 2026, che mette al centro non la
misura dello sforamento ma la separazione tra due piani spesso
confusi, ovvero le tolleranze costruttive, che operano nel rapporto
con la pubblica amministrazione, e le distanze legali tra
privati.
Il chiarimento di maggior interesse pratico riguarda proprio il
margine previsto oggi dall’art. 34-bis del d.P.R. n. 380/2001, che
non si misura sulle distanze imposte dal codice civile o dai
regolamenti locali, ma sullo scostamento tra l’opera realizzata e
le misure del titolo abilitativo, per cui attiene al rapporto tra
chi costruisce e l’amministrazione e non offre alcuno scudo
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