
Quando un’associazione professionale decide di
trasformarsi in società tra professionisti, il
passaggio non si esaurisce in un cambio di veste giuridica, ma
porta con sé una serie di effetti fiscali che devono essere gestiti
con attenzione, soprattutto per quanto riguarda le posizioni
maturate prima della trasformazione.
Tra questi aspetti rientra anche il trattamento delle ritenute
d’acconto non utilizzate dai soci, tema su cui è intervenuta
l’Agenzia delle Entrate con la risposta
del 26 marzo 2026, n. 85, offrendo un chiarimento che
si muove lungo il filo della continuità tra i due assetti
organizzativi.
Trasformazione da associazione professionale a STP: il caso
esaminato dal Fisco
La questione posta al Fisco nasce da una situazione piuttosto
lineare nella sua impostazione, ma meno scontata nelle sue
implicazioni.
Uno studio associato, operante nel settore della consulenza del
lavoro, ha fino al 2025 prodotto reddito di lavoro autonomo
imputato per trasparenza ai soci, ai sensi dell’articolo 5 del
d.P.R. n. 917/1986.
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