
Negli ultimi anni, l’emergenza pandemica ha rappresentato in
alcuni casi un fattore di forte stress per il sistema degli
appalti pubblici, imponendo anche adeguamenti rapidi,
modifiche progettuali e scelte organizzative non previste ab
origine.
Ma fino a che punto una circostanza straordinaria può
giustificare una variante e quando, invece, si
entra nel terreno di una nuova progettazione
mascherata, estranea alla disciplina derogatoria?
È su questo crinale che si colloca la delibera ANAC del
22 dicembre 2025, n. 523, con cui l’Autorità
Nazionale Anticorruzione ha concluso l’istruttoria sulla
realizzazione di una nuova struttura ospedaliera: un caso
emblematico, non solo per le dimensioni economiche dell’intervento,
ma per la stratificazione di criticità emerse nel tempo.
Ritardi pluriennali, slittamento del termine contrattuale di
oltre cinque anni, adozione di una variante di rilevante impatto
economico e strutturale, rischio concreto di un’opera incompleta e
condizionata a finanziamenti futuri non garantiti: quello che si è
delineato è un quadro di distorsioni applicative
dell’art. 106 del Codice
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