
Quali limiti incontra il potere discrezionale della
Stazione Appaltante nella verifica di congruità delle
offerte? Quando l’assenza a un’audizione può legittimare
l’esclusione da una procedura di gara? E come si
applicano i nuovi principi del Codice dei contratti
pubblici nei sub-procedimenti istruttori?
Sono questi gli interrogativi al centro della sentenza del
TAR Lazio del 9 luglio 2025, n. 13506, che ha accolto
il ricorso proposto da un operatore economico, iniziale
aggiudicatario di una procedura e successivamente escluso per
presunta incongruità dell’offerta. Un caso emblematico per
comprendere la portata di prinicipi come quelli del
risultato e della fiducia, e per
ribadire l’importanza del contraddittorio anche nelle fasi
istruttorie più discrezionali.
Verifica di congruità dell’offerta: il TAR sul diritto al
contraddittorio
La ricorrente aveva partecipato a una procedura indetta per il
sub-affidamento di un servizio di trasporto pubblico locale.
Risultata prima in graduatoria, con la Commissione
che aveva escluso la presenza di offerte anormalmente basse, era
stata inizialmente proposta l’aggiudicazione in
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