
È sufficiente essere proprietari confinanti per impugnare un
permesso di costruire? Oppure occorre dimostrare un pregiudizio
concreto derivante dalla demolizione e ricostruzione autorizzata? E
un intervento di demolizione e ricostruzione con ampliamento
premiale previsto dal Piano Casa può essere assentito se non è
dimostrata con certezza la legittima consistenza dell’edificio
originario o la sua realizzazione ante ’67?
A queste domande ha risposto il TAR Campania che, con la
sentenza n. 1383 del 26 febbraio 2026, ha affrontato insieme due
profili strettamente collegati: da un lato la legittimazione del
vicino a impugnare il titolo edilizio; dall’altro la verifica della
legittimità dell’edificio su cui si innesta un intervento premiale
di demolizione e ricostruzione.
Il caso: demolizione e ricostruzione con ampliamento premiale e
ricorso dei confinanti
La vicenda trae origine da un permesso di costruire rilasciato
da un Comune per un intervento di demolizione e ricostruzione con
incremento volumetrico ai sensi dell’art. 5, commi 1 e 2, lett. c),
della legge regionale Campania n. 19/2009 (Piano Casa), con aumento
entro
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