
Quando un intervento edilizio ricade in area
sottoposta a vincolo paesaggistico è sufficiente
interrogarsi sul titolo edilizio da utilizzare
oppure il problema si colloca a monte e su un piano diverso? È
corretto ritenere che la riconducibilità di un’opera alla SCIA o a
un regime semplificato sia sufficiente a garantirne la legittimità?
E quale ruolo assume il cosiddetto canone di indifferenza
del titolo edilizio?
A queste domande risponde il Consiglio di Stato con la
sentenza n.
2631 del 31 marzo 2026, che si inserisce in una
vicenda solo in apparenza lineare ma che, se letta con attenzione,
mette in evidenza alcuni passaggi tutt’altro che secondari e offre
l’occasione per chiarire, proprio a partire dal caso concreto, il
significato di alcuni principi chiave della normativa
edilizia e urbanistica.
Ordinanza di demolizione per opere difformi tra titolo unico e
SCIA: i fatti
La vicenda prende avvio da un’ordinanza
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