Widget Image
Posts Popolari
Seguiteci anche su:

HomeCategorieBonus Green MobilityAmbiente, il programma M5S. Rinnovabili e superbonus esteso, si riparte da qui – L’HuffPost

Ambiente, il programma M5S. Rinnovabili e superbonus esteso, si riparte da qui – L’HuffPost

Ambiente, il programma M5S. Rinnovabili e superbonus esteso, si riparte da qui - L'HuffPost

Il Movimento 5 Stelle affronta le prossime elezioni rilanciando il concetto del Superbonus, esteso dall’edilizia alle imprese e all’agricoltura. La finalità è sempre il risparmio energetico che, insieme al sostegno delle rinnovabili, è al centro della strategia energetica del movimento, nonché del suo piano green. Nella visione per l’Italia di domani ci sono pure la mobilità a basso impatto, l’economia circolare e l’innovazione. Alla rassegna delle politiche verdi dei principali partiti dei quattro poli aggiungiamo un’analisi delle proposte dell’Unione Popolare, realtà che secondo i sondaggi non dovrebbe raccogliere grande consenso, ma che è tra i pochi contendenti a dichiarare la volontà di mettere in prima linea la lotta ai cambiamenti climatici.

MOVIMENTO 5 STELLE

Il Movimento 5 Stelle si presenta alle elezioni del 25 settembre con il programma “Dalla parte giusta. Cuore e coraggio per l’Italia di Domani”. Un documento di 13 pagine suddiviso in 22 capitoli contenenti i titoli delle politiche previste: uno specifico sull’ambiente, altri due con contenuti “green”, alcune voci riferibili a temi ecologici inserite in altre parti del testo.

La transizione ecologica e la tutela della biodiversità

Malgrado il titolo, il capitolo ambientale, di fatto, si concentra sul tema energetico. L’orientamento del M5S è supportare lo sviluppo delle fonti rinnovabili tramite la sburocratizzazione dei permessi per realizzare nuovi impianti e rinunciare al gas nostrano con le “stop alle trivellazioni e a nuovi inceneritori”. L’allontanamento dalle fonti fossili, però, non appare radicale per l’assenza di dichiarazioni sul rifiuto dei rigassificatori o sulla progressiva riduzione dei finanziamenti all’industria fossile. Anzi, che il fossile sarà presente ancora, almeno nel medio termine, si intuisce dalla voce “contrasto al carobollette” dove si suggerisce la “revisione del sistema di formazione del prezzo del gas favorendone lo sganciamento dal mercato olandese TTF, caratterizzato da fenomeni speculativi”. La tutela della biodiversità è citata solo nel titolo.

Superbonus per il risparmio energetico

La parte più rilevante di questa parte del programma riguarda il risparmio energetico. Tre le proposte, inclusa quella già perseguita nella legislatura passata, il Superbonus edilizio. Un provvedimento affiancato da un generico “altri bonus edilizi strutturali” orientati a ridurre i consumi domestici e, di conseguenza, il costo delle bollette e le emissioni di gas serra. Tra gli intenti c’è supportare le imprese del settore edilizio, anche con lo sblocco dei crediti d’imposta. La politica delle agevolazioni “ambientali” è rafforzata da un nuovo Superbonus pensato per le aziende. Come il precedente, è basato sui crediti d’imposta e finalizzato a consentire alle “imprese di investire a costo zero nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili”.

Un’ulteriore voce a sostegno di un modello a basso consumo di “corrente” è la proposta della società “2000 watt”, una visione elaborata negli anni ‘90 dal Politecnico Federale di Zurigo al fine di ridurre le emissioni di gas serra. L’idea è di realizzare una società dove ogni individuo può vivere, a livello di energia primaria, con la disponibilità di una potenza continua di 2000 watt, equivalente circa a 18.000 kWh di consumo annuo. Un valore inferiore all’attuale media globale, stimata in 2500 watt, e molto al di sotto di quella presente nei paesi occidentali, intorno ai 5-6000 watt. Da segnalare che nella voce ambiente è citato anche il “completamento della carta geologica per mappare il territorio e prevenire i dissesti idrogeologici”.

Meno rifiuti, più rigenerazione

Un secondo capitolo green è “Dalla parte della rigenerazione: per l’economia circolare” che, di fatto, risponde al già citato stop agli inceneritori. L’idea del M5S è puntare sull’economia rigenerativa per “un sistema non più fondato solo sulla crescita ma anche sulla rigenerazione sociale, del territorio, dei consumi”. In altre parole, l’intento è puntare sul modello dell’economia circolare che riduce lo sfruttamento delle risorse naturali con il recupero, il riutilizzo, la rigenerazione e il riciclo dei materiali. Opzioni che permetterebbero di evitare, o almeno limitare al minimo, la fase dello smaltimento dei rifiuti. Nel documento compare pure la “promozione del vuoto a rendere”.

Per una mobilità a basse emissioni

La terza sezione green del programma è “Dalla parte dello sviluppo: per una mobilità sostenibile, all’avanguardia, rispettosa dell’ambiente”. Un piano in quattro punti dove si propone la riconversione del parco auto circolante privato e l’utilizzo “dei mezzi ad alimentazione elettrica, a idrogeno e a combustibili alternativi originati da fonti rinnovabili”. Previsto pure lo sviluppo delle smart road, le infrastrutture stradali “intelligenti” capaci di “dialogare” con i veicoli e pensate per prevenire gli incidenti e migliorare i flussi di traffico riducendo la congestione e, di conseguenza, le emissioni sia di sostanze inquinanti nocive per la salute sia di CO2. La tecnologia è necessaria pure per la diffusione delle auto a guida autonoma, ossia senza guidatore.

Prima, però, si propone di effettuare una “manutenzione ordinaria e straordinaria” delle attuali infrastrutture per la mobilità e favorire gli spostamenti intermodali, ossia con l’impiego di più mezzi, come bici+treno. In tema di trasporto pubblico la proposta è la diffusione del biglietto unico integrato, mentre per decongestionare la rete stradale, in particolare dalla movimentazione delle merci, si punta anche sul “Progetto Mediterraneo”. L’intenzione è sviluppare “l’economia del mare” con la “riorganizzazione del settore marittimo-portuale e il miglioramento del sistema di interconnessioni tra porti, reti stradali e ferroviarie”.

Acqua e nuove tecnologie

Politiche che possono risultare favorevoli per gli equilibri dell’ecosistema sono rintracciabili in altre parti del programma. La più rilevante è inserita nel capitolo dedicato ai beni comuni e si riferisce all’acqua. La volontà è creare una Legge sull’acqua pubblica e aumentare gli investimenti per ridurre “la dispersione idrica nelle reti, per completare gli invasi d’acqua, per implementare l’utilizzo delle risorse idriche sotterranee e per garantire la depurazione degli scarichi fognari e industriali”.

Meno evidenti le ripercussioni ambientali delle politiche agricole incentrate sul Piano Transizione 4.0 per favorire gli investimenti in innovazione nel settore, sulla cedibilità dei crediti fiscali (modello Superbonus) per gli agricoltori che investono e sul ricorso alle tecnologie satellitari per l’utilizzo razionale di acqua e fertilizzanti. Dall’altra parte si vuole tutelare la tradizione con la valorizzazione dei prodotti Dop e Igt e incentivare la filiera corta. Sono assenti riferimenti all’agricoltura biologica o contro gli allevamenti intensivi.

Un capitolo abbastanza ampio è dedicato alle nuove tecnologie, con soluzioni come la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la stesura della carta dei diritti digitali e i maggiori investimenti sulle tecnologie considerate strategiche per i prossimi anni. Iniziative che, se ben sfruttate, possono avere risvolti benefici sulla riduzione delle emissioni. Un’ultima voce green è l’istituzione di un Energy recovery fund alimentato dall’emissione di debito comune europeo per aiutare famiglie e imprese a investire maggiormente nelle fonti rinnovabili. Da notare che il termine “cambiamenti climatici” è assente dal documento.

UNIONE POPOLARE CON DE MAGISTRIS

L’Unione Popolare si presenta alle elezioni con “L’Italia di cui abbiamo bisogno”, programma scritto con il contributo di esperti, della “società civile” e delle realtà che la compongono quali Potere al popolo, il Partito della rifondazione comunista e “DemA-democrazia e autonomia”, l’associazione fondata da Luigi De Magistris. Il documento, lungo 13 pagine, racchiude 120 proposte organizzate in 12 capitoli, due dei quali specifici sui temi ambientali, peraltro presenti in diverse altre voci del programma con il desiderio di essere “in prima linea nella lotta alla crisi climatica”.

Ambiente e agricoltura

Il capitolo dedicato all’ambiente ha come primo punto il “rispettare e superare gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni dell’Accordo di Parigi”. Per farlo dà rilievo ai metodi di produzione del cibo chiedendo una svolta agroecologica. A livello nazionale si vuole la fine dell’uso di pesticidi tossici e la costituzione di un fondo a favore di cooperative sociali e di comunità che passano al bio e promuovono pratiche ecosostenibili.

Sul fronte europeo si propone il taglio dei sussidi agli allevamenti intensivi e il sostegno alle aziende che producono con metodi ecologici e a tutela della biodiversità. Tema, quest’ultimo, da tutelare con una nuova Legge quadro sulle Aree naturali protette che, negli intenti, dovrebbero arrivare a coprire il 30% del territorio entro il 2030. Nel piano ci sono disposizioni per azzerare il consumo di suolo, per la rinaturazione degli ecosistemi fluviali e per la riforestazione con la piantumazione di “almeno 1 miliardo di alberi all’anno”. In città una nuova legge dell’urbanistica prevede più aree verdi e progetti di mitigazione ai cambiamenti climatici. Sui rifiuti si privilegia compostaggio e trattamento differenziato e si scoraggia l’uso di prodotti usa e getta, l’utilizzo di inceneritori e di nuove discariche.

Energia e trasporti

Per l’energia si propone la nazionalizzazione del settore, un piano di investimenti straordinario nelle energie rinnovabili (almeno 10 GW di nuove installazioni l’anno) e un fondo pubblico per finanziare comunità energetiche locali. Per contro si vuole lo stop a inceneritori, fossile, nucleare e all’estrazione petrolifera in Italia, nonché l’abolizione dei sussidi ambientalmente dannosi (Sad). Per la mobilità si punta sul trasporto pubblico a basso costo (gratuito per minorenni e i meno abbienti) con un abbonamento unico nazionale. Un settore da potenziare, elettrificare e migliorare per agevolare l’intermodalità. Sostegno va anche alla mobilità a pedali, mentre sono da ostacolare le grandi opere e i voli aerei con la progressiva eliminazione dei viaggi a breve raggio sostituibili con il treno e il divieto all’uso dei jet privati.

Acqua, economia circolare e industria green

Tra le altre proposte verdi la più rilevante riguarda il sistema idrico, che deve essere pubblico e privo delle forti perdite alla rete. Da tutelare ci sono pure il paesaggio e i beni naturali. Si devono privilegiare l’economia locale in generale e quella circolare per la gestione dei rifiuti. E sostenere l’industria con la modifica dei trattati europei in senso green e, internamente, puntando sull’innovazione con la creazione di istituti di ricerca applicata finalizzata a supportare la nascita di poli attivi lungo la filiera delle energie rinnovabili, della mobilità sostenibile, del riciclo e recupero di materiali.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

I commenti su questo articolo non dovranno contenere quesiti di natura tecnica.

Per richiedere la consulenza professionale, clicca sul banner.

Rate This Article:
No comments

leave a comment