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Bonus Facciate, Draghi tira le redini su sconto e cessione – Trend-online.com

Bonus Facciate, Draghi tira le redini su sconto e cessione - Trend-online.com

Della cospicua riduzione di importi subita nel 2022 dal bonus facciate, dopo il passaggio per la Legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022), si è molto parlato, anche in attesa che giungesse la nuova check list che dopo l’entrata in vigore del DL Antifrode (157/2021) dovrà regolare la richiesta degli adempimenti aggiuntivi con sconto e cessione del credito (visto e asseverazione tecnica delle spese).

Finalmente il documento è stato pubblicato e vengono chiariti molti punti sull’utilizzo del nuovo bonus facciate 60%, per cui è previsto solo un anno di attivazione e cioè fino al 31/12/2022. Altro chiarimento importante è arrivato poi dall’INAIL che ha tracciato l’analisi dei requisiti per i ponteggi di facciata in base alla normativa italiana, confrontandola con la più aggiornata normativa europea, proprio in relazione alle agevolazioni ristrutturazione.

Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è poi che l’Agenzia delle Entrate chiarisce anche in che modo le ristrutturazioni realizzate con il bonus facciate 60% diano la possibilità di accedere al bonus mobili ed elettrodomestici 2022.

Dunque approfondiamo gli aspetti normativi della nuova agevolazione in versione 2022 e vediamo quali cambiamenti ci sono.

Come funziona il bonus facciate 60%? Ci sono cambiamenti nel 2022?

Il bonus facciate 90% è scomparso con la fine del 2021 e, come è noto, è stato sostituito quest’anno dal bonus facciate 60%, che sarà attivo solo fino al 31 dicembre 2022.

Le ristrutturazioni agevolabili dal bonus facciate riguardano le pareti esterne di una struttura, mentre gli interventi sulle pareti interne sono ammessi solo se queste sono visibili dall’esterno. Ancora, perché si possa sfruttare l’agevolazione l’edificio deve essere situato nelle zone omogenee A e B, cioè le zone più abitate.

Più specificatamente, con Zona A si intendono le pari del territorio italiano i cui agglomerati urbani sono considerati di importanza storica-artistica o paesaggistico; le Zone B includono le parti totalmente o parzialmente edificate, cioè dove gli edifici devono coprire almeno il 12,5% del territorio e la densità di popolazione deve essere superiore a 1,5 mc/mq.

Si faccia pero attenzione perché se con il bonus facciate si interviene dall’esterno per la realizzazione del cappotto termico, se questo si estende a più del 10% della superficie dell’edificio, la struttura deve avere dei richiesti requisiti minimi per l’applicazione dell’incentivo, descritti nel decreto ministeriale del 26 giugno 2015.

Sono ammessi gli interventi sui balconi, ma in nessun caso vi è la possibilità di sostituire gli infissi, che è invece una possibilità offerta dai lavori trainati del Superbonus 110%. Allo stesso modo, il bonus facciate esclude interventi che riguardano i cavi TV e gli impianti di illuminazione.

Bonus facciate 2022, quando termina e come si utilizza l’agevolazione

Il bonus facciate sarà attivo fino al 31/12/2021, ma se le spese sono pagate nel 2022, la detrazione sarà del 60%. Diversamente quanti hanno iniziato il lavori e sostenuto le spese in precedenza mantengono il diritto al bonus facciate 90%. Su quest’ultimo punto ricordiamo che il bonus facciate non prevede requisiti legati allo Stato avanzamento lavori (Sal) nel passaggio dalla detrazione al 90% a quella al 60%.

Non ci sono limiti di spesa e il bonus facciate può essere usato con una detrazione fiscale in dieci anni o con sconto e cessione.

Occorre a questo punto fare alcune precisazioni, quando si parla del bonus facciate con la possibilità di usufruire della detrazione Irpef, in realtà questa si estende anche ai soggetti Ires.

Riguardo i bonus ristrutturazioni in generale poi, fruibili con detrazione fiscale, spesso non è chiaro che tale detrazione non si tramuta in via automatica in un credito d’imposta e quindi nella possibilità di cedere il credito e applicare lo sconto in fattura.

Ma la possibilità di usare sconto e cessione deve essere concessa con un intervento mirato, che per il bonus facciate è arrivato con l’articolo 121 del Decreto Rilancio (articolo 121) ed è stata confermata per il 2022 dalla Legge di  Bilancio.

In sintesi, nel 2022 il bonus facciate ammette l’utilizzo di sconto in fattura e cessione del credito, ma con gli obblighi aggiuntivi imposti dal Decreto Antifrode. Inoltre la detrazione diventa credito d’imposta solo al momento in cui si cede il credito.

Bonus facciate e DL Antifrode: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e la nuova check list

Altra cosa ormai nota è che, per effetto del Decreto Antifrode (157/2021), sconto e cessione del credito, se le fatture dei lavori sono state pagate dopo l’11 novembre 2021, richiedono obblighi aggiuntivi ai beneficiari del bonus facciate, che consistono nel visto di conformità e nell’asseverazione tecnica della congruità dei costi.

A questo proposito segnaliamo due novità, da un lato il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il 6 dicembre scorso la check list, cioè le linee e guide per i professionisti a cui spetta il compito di rilasciare il visto di conformità per il bonus facciate.

Dall’altro, il 30 novembre è invece arrivata per tutti la circolare, con le FAQ dell’Agenzia delle Entrate che chiarisce gli interventi attuati dal DL Antifrode sui diversi bonus edilizi e quindi anche sul bonus facciate.

Il Sole 24 Ore nel suo video YouTube approfondisce quali sono i vantaggi e gli svantaggi nell’usare il bonus facciate rispetto ad altre agevolazioni ristrutturazione, dopo che la detrazione e stata ridotta al 60%:

  

L’INAIL pubblica l’analisi sui ponteggi per bonus facciate e Superbonus 110% 

I lavori di ristrutturazione con il bonus facciate richiedono l’installazione temporanea dei ponteggi fissi, cioè le impalcature per dirla con parole più semplici. Questo perché la normativa italiana ormai vecchia necessita di uniformarsi ai nuovi standard europei.

 La Legge italiana prevede che i produttori dei ponteggi fissi chiedano autorizzazione per uso e realizzazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e tale autorizzazione resta valida per dieci anni.

L’analisi dell’INAIL ha lo scopo di confrontare la normativa europea è quella italiana in vista di modifiche imminenti in questo senso, cioè in direzione del progresso tecnico.

Il bonus facciate 60% dà diritto al bonus mobili ed elettrodomestici 2022? Si, ma…

Intanto, arriva anche la guida aggiornata a gennaio 2022 del bonus mobili ed elettrodomestici, che chiarisce il rapporto tra l’agevolazione ed il bonus facciate.

Il bonus mobili per le spese sostenute nel 2022 offre una detrazione fiscale in dieci anni per il 50% dei costi per mobili e grandi elettrodomestici, da destinarsi in un’abitazione dove le ristrutturazioni sono iniziate l’anno precedente.

Tuttavia, questo 50% di sconto, che non può essere applicato direttamente in fattura, vale nel 2022 per un massimo di spesa di 10.000 euro, con un finanziamento pubblico massimo di 5.000 euro ad immobili. Nel 2023-2024 scende ancora il tetto di spesa, che arriva a 5.000 euro, con detrazione massima di 2.500 euro per ciascun immobile. Le spese 2021 restano agevolabili fino al massimo di 16.000 euro dei costi.

Detto questo, si ha diritto al bonus mobili in una serie di situazioni tra cui se si eseguono ristrutturazioni di restauro, conservazione e recupero del patrimonio edilizio. Quindi se gli interventi del bonus facciate sono così classificati si ha diritto anche al bonus mobili ed elettrodomestici.

Per quanto riguarda gli altri bonus ristrutturazione vale sempre la regola per cui il bonus facciate si può usare con Superbonus 110% e bonus casa a patto che essi siano usati per sape diverse.

Solo per fare un esempio, si potrà usare il bonus facciate e il suo 60% di sconto per ristrutturare le pareti esterne e insieme ristrutturare gli interni a metà prezzo grazie al bonus casa 50%. Scenario simile può essere immaginato per l’utilizzo dell’agevolazione insieme al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi più in generale.

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