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L’ira di Nardella “Superbonus anche agli hotel” – LA NAZIONE


Nel pacchetto di misure contenute nel Decreto Semplificazioni varato ieri dal governo ci sono anche alcuni capitoli diretti a velocizzare e semplificare il Superbonus del 110 per cento. Questo è stato uno dei capitoli in bilico fino all’ultimo minuto, così come quello sul contestato pacchetto sugli appalti, ma anche sugli incentivi per le ristrutturazioni green e antisismiche degli edifici. Le regole…

Nel pacchetto di misure contenute nel Decreto Semplificazioni varato ieri dal governo ci sono anche alcuni capitoli diretti a velocizzare e semplificare il Superbonus del 110 per cento. Questo è stato uno dei capitoli in bilico fino all’ultimo minuto, così come quello sul contestato pacchetto sugli appalti, ma anche sugli incentivi per le ristrutturazioni green e antisismiche degli edifici. Le regole per l’accesso finora hanno rallentato la richiesta dello sconto fiscale (2 miliardi su 18 stanziati) e la semplificazione era molto attesa da proprietari e professionisti.

Grazie alle misure varate con il Decreto Semplificazioni per fare partire i lavori basterà solo la comunicazione di inizio lavori (Cila), come per le ristrutturazioni straordinarie, e non servirà più la doppia conformità. Niente da fare invece per gli alberghi, misura che il governo Draghi ha ritenuto troppo costosa, almeno in questa fase. L’estensione arriva invece per case di cura, caserme, ospedali e ospizi.

“La decisione improvvisa del Governo di escludere gli alberghi e le strutture ricettive dall’ecobonus 110 è un dietrofront grave e inspiegabile rispetto agli impegni presi con i sindaci e con le imprese”. Ha subito dichiarato il sindaco Dario Nardella, anche nel suo ruolo di coordinatore Anci delle Città metropolitane. “L’industria del Turismo – ha ricordato Nardella – non solo rappresenta quasi il 14% del Pil, ma è anche il settore che ha pagato il prezzo più alto dell’economia italiana al covid19: a Firenze circa un miliardo e mezzo dal marzo 2020, che diventa circa 20 miliardi se prendiamo tutte le grandi città d’arte italiane. E quale è la risposta del governo di fronte a tutto ciò? Togliere l’ecobonus del 110 alle imprese del comparto su cui invece si era impegnato in cabina di regia con l’Anci”.

Nardella chiede quindi “che il Parlamento ponga subito rimedio a una lacuna così grave che dà l’ennesimo colpo alle città d’arte e turistiche italiane e a un settore economico che impiega mezzo milione di persone, soprattutto donne e giovani”.

Source: lanazione.it

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