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Manovra: taglio tasse e rinnovo Rdc e Superbonus 110%. Chi paga? Noi, col debito pubblico – Sky Tg24

Col Documento programmatico di bilancio si delinea una manovra da 23 miliardi di euro. Primo obiettivo taglio delle tasse e rinnovo di reddito di cittadinanza e Superbonus 110%. A pagare, però, saranno sempre i contribuenti

Il governo italiano ha inviato il Documento programmatico di bilancio alla Commissione Europea. Si tratta dello scheletro della manovra finanziaria per l’anno prossimo, che contiene i primi numeri e le prime decisioni di politica economica per il 2022. Il nostro paese è l’ultimo stato dell’Eurozona a inviare il documento a Bruxelles, anche se non è formalmente in ritardo.

Quanto vale

La manovra dell’anno prossimo dovrebbe contare su circa 23 miliardi di euro. Una somma non così elevata se messa a confronto con le passate leggi di bilancio: nel 2020 la proposta del governo Conte II valeva 39 miliardi, nel 2019 30, mentre la maggioranza giallo-verde nel 2018 aveva partorito una manovra da 37 miliardi. Bisogna risalire al 2017 per vedere una legge di bilancio più leggera di quella di quest’anno: il 2018, governo Gentiloni, con 19,6 miliardi.

23 miliardi

Evidentemente quest’anno l’esecutivo di Mario Draghi ha ritenuto non necessario uno sforzo economico pari al passato: i decreti sostegni hanno già ipotecato una spesa pubblica importante, anche per il 2022.

La fetta più grande al taglio delle tasse

Lo sforzo economico maggiore dovrebbe andare al taglio delle imposte, primo punto del comunicato stampa del governo. Per questo dovrebbero esserci tra i 7 e i 9 miliardi di euro, con due ipotesi principali: il taglio dell’Irpef – pagata soprattutto da dipendenti e pensionati in busta paga – e l’abolizione dell’Irap, che invece ricade sulle imprese. Nel primo caso il disegno, su cui tutti i partiti concordano, è ridurre l’aliquota Irpef tra i 28 e i 55mila euro di reddito, che colpisce il ceto medio. Se fosse ridotta, ne beneficerebbe chi si trova in questa forchetta e anche chi guadagna di più: circa 11 milioni di contribuenti, il ceto medio e quello medio-alto.

Irpef

Reddito di cittadinanza confermato, Quota 100 no

La manovra confermerà il reddito di cittadinanza, nonostante le pressioni del centro-destra per abolirlo, confermando lo stanziamento del 2021. Il governo vuole però rivedere i criteri di accesso e di mantenimento al sussidio, perché i beneficiari continuano progressivamente a crescere: ormai sono quasi 1,7 milioni di famiglie secondo l’Inps.

Quota 100 invece non verrà confermata, come già anticipato. Il piano di pre-pensionamento è infatti costato circa 15 miliardi di euro e non ha portato ai risultati sperati sulla creazione di posti di lavoro per i giovani. La maggioranza sta discutendo come mantenere però una certa flessibilità pensionistica.

Quota 100

Sul fronte della spesa pubblica il governo vuole anche incrementare di 2 miliardi all’anno fino al 2023 il fondo per la sanità (+5 per cento circa) e anche il finanziamento all’università.

Superbonus 110% rinnovato a metà

Sullo sconto per ristrutturare gli immobili invece Draghi ha fatto una scelta a metà: ha rinnovato il Superbonus 110% per il 2023, come promesso anche nel PNRR, ma solo per condomini e case popolari. Sarebbero invece escluse le villette e le case autonome, che fino a ora hanno rappresentato circa il 50 per cento delle spese ammesse in detrazione. In questo modo l’esecutivo vuole limitare il costo della misura, che sta attirando diverse critiche.

Chi paga?

I tagli delle tasse e gli aumenti di spesa pubblica ovviamente costano. E qualcuno deve pagarli. Il governo finanzierà queste misure in debito: nel 2022 l’Italia infatti sarà il paese con il più alto deficit pubblico (5,6 per cento), maggiore anche di Spagna (5), Grecia (3,7) e Portogallo (3,2).

Chi paga

Il deficit aggiuntivo è stato possibile grazie alla crescita del Pil più alta delle aspettative. In questo modo il governo è riuscito a non peggiorare le previsioni di riduzioni del debito pubblico scritte nel Def ad aprile. Sta di fatto che la manovra di bilancio 2022 la pagheranno i contribuenti con le loro tasse, nei prossimi anni, anche se il peso del debito potrebbe essere minore grazie ai bassi tassi di interesse e all’aiuto costante della Bce. Sperando che la spinta espansiva, assieme al Recovery Fund (LO SPECIALE DI SKY TG24), rilanci davvero la crescita economica italiana.

Source: tg24.sky.it

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