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Recovery, i numeri di Draghi: 221,5 miliardi tra Pnrr e fondo complementare – Il Sole 24 ORE

3′ di lettura

Il piano italiano per il Next Generation Eu arriva venerdì in consiglio dei ministri con cifre e progetti rivisitati. Mario Draghi negli incontri dei giorni scorsi si è limitato ad ascoltare senza rivelare i dettagli del Piano, e solo nella tarda serata schede e tabelle – non ancora il testo completo – sono iniziate a circolate tra i ministri in vista della cabina di regia con i capidelegazione che dovrà mettere a punto gli ultimi dettagli prima del via libera finale in Cdm.

I numeri del Piano

Il governo presenterà un pacchetto complessivo di interventi da 221,5 miliardi. Da un lato ci sono 191,5 miliardi coperti con il Recovery Fund vero e proprio (138,5 per nuovi progetti e 53 per sostituire coperture di progetti già in essere), dall’altro i 30,04 del Fondo complementare alimentato con lo scostamento di bilancio in cui dovranno confluire i progetti “esclusi” dal Piano.

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I due fondi – come chiesto da tutti i partiti della maggioranza – avranno le medesime procedure semplificate, con obiettivi intermedi e target, ma le risorse nazionali non avranno obbligo di rendicontazione a Bruxelles e in alcuni casi potranno essere spese oltre il 2026.

Il monitoraggio complessivo sarà consultabile su un sito internet. Confermata la struttura in sei missioni e 16 componenti. Per «Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura» sono previsti 42,55 miliardi (38,25 per nuovi progetti), per «Rivoluzione verde e transizione ecologica» 57 (34,6), per «Infrastrutture per mobilità sostenibile» 25,33 (14,13), per «Istruzione e ricerca» 31,88 (24,1), per «Inclusione e coesione» 19,12 (di cui 14,81), per «Salute» 15,63 (12,65). Cifre che portano appunto al totale di 191,5 miliardi.

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La funzione del fondo complementare

Si aggiungono i 30 miliardi del Fondo complementare che assegna alla missione per il digitale ulteriori 6,13 miliardi di cui 1 per la diffusione del 5G e 400 milioni per la connessioni veloci nelle strade extraurbane. Alla missione Rivoluzione verde il fondo nazionale assegna 11,65 miliardi tra i quali spiccano gli 8,25 per l’ecobonus e il sismabonus al 110% a compensare il calo della quota europea rispetto alla versione originaria del governo Conte bis. Alle infrastrutture per una mobilità sostenibile vanno 6,12 miliardi. All’Inclusione e coesione 3,25 e alla Salute 2,89.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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