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Superbonus, i cantieri possono ripartire: in Sicilia ha portato 20 mila assunzioni e il raddoppio degli investimenti – La Sicilia

In Sicilia con l’impulso del “Superbonus 110%” gli investimenti nel settore edile sono cresciuti fino al 98%, la quota  derivante dal “Superbonus” è del +66%. Lo rileva l’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, secondo cui il raddoppio dell’attività si è tradotto in una crescita del valore aggiunto del settore pari al 5%; analogamente, si è avuto un effetto volano sull’occupazione nel comparto che, nel trimestre giugno-agosto del 2021, è salita di circa 10mila unità. Altrettante unità dovrebbero essere assunte entro il prossimo mese di aprile, una volta superato il blocco di gennaio per le restrizioni anti-truffa. 

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Infatti, grazie al decreto approvato venerdì scorso dal governo nazionale che sblocca di fatto l’operatività della misura, il trend di crescita dei nuovi cantieri potrà riprendere. Era stato costantemente in accelerazione nel secondo semestre dello scorso anno: gli investimenti ammessi a credito fiscale nell’Isola, registra l’Osservatorio di Confartigianato, sono stati per 268 milioni ad agosto 2021, 389 milioni a ottobre, 529 milioni a dicembre (+182% su novembre); a gennaio la battuta d’arresto con 307 milioni (-42%) e la preoccupazione che era stata espressa da Confartigianato regionale di 9mila posti di lavoro a rischio a causa del blocco dei cantieri in corso e nuovi. Rischio che, per fortuna, ora dovrebbe essere scongiurato.

Alla fine di gennaio, secondo il report mensile dell’Enea, i cantieri avviati col “Superbonus” nell’Isola erano 7.234, in forte aumento rispetto ai 5.128 di fine dicembre, quando gli investimenti asseverati erano stati pari a 846 milioni; a gennaio gli importi ammessi a sgravio fiscale sono stati per un miliardo e 212 milioni, con una previsione di detrazioni a fine lavori per un miliardo e 333 milioni. Si tratta di 1.047 interventi in condomini (561 milioni l’importo totale), 4.688 in villette unifamiliari (504 milioni) e 1.479 appartamenti in immobili plurifamiliari (146 milioni).

A provocare una battuta d’arresto era stato il provvedimento del governo, contenuto nel decreto “Sostegni-ter”, che limitava a una sola cessione del credito fiscale l’operatività del “Superbonus”, fatto che aveva portato tutte le banche, Poste e Cdp a non acquisire più crediti ceduti, il che ha comportato per i proprietari l’onere di dovere pagare di tasca propria i lavori fatturati. Quindi, cantieri fermi.

Per approfondire:

la stretta

«Il decreto “Bollette”, secondo quanto è possibile apprendere dalle bozze circolate – spiega Luigi Rizzolo, vicepresidente di Sicindustria e coordinatore del Comitato per le Politiche energetiche – recepisce le richieste di Confindustria ed evidenzia un cambio di tendenza, nella direzione di attribuire la responsabilità su chi realmente commette le truffe e non più sulle imprese sane. Anzitutto – prosegue Rizzolo – sono previsti multe fino a 100mila euro e la reclusione da 2 a 5 anni per il tecnico che rilascia false asseverazioni. Inoltre, l’asseverazione, finora richiesta solo per Superbonus e Sismabonus, diventa obbligatoria per tutte le altre tipologie di bonus edilizi, sulle quali in realtà si era concentrata la maggiore quota dei 4,4 miliardi di euro di truffe. Infatti, il 46% ha riguardato il Bonus facciate, il 34% l’Ecobonus ordinario, il 9% il Bonus locazione botteghe, l’8% il Sismabonus e solo il 3% del totale era per il Superbonus, che è stato criminalizzato a torto, colpendo le imprese che lavorano correttamente». 

Altre due novità importanti: «Viene portata a tre volte – ragiona Rizzolo – la possibilità di cedere il credito fiscale dopo che l’impresa pratica al cliente lo sconto in fattura: l’impresa fa la cessione alla banca che, a sua volta, può trasferirla ad un altro intermediario finanziario specializzato purché sia vigilato dalla Banca d’Italia. E ancora, la banca, secondo quanto si apprende, avrà la certezza di incassare il credito anche in caso di truffa». In conclusione, «dopo tanta incertezza sul Superbonus, che ha subito 9 modifiche in 20 mesi, adesso si dà un quadro di certezza normativa alle imprese che devono eseguire lavori che richiedono mesi, e anche una maggiore serenità – sottolinea Rizzolo – nell’operare, grazie all’avvenuto adeguamento dei prezzi agli aumenti di mercato». 

Ne è sicuro Giuseppe Pezzati, presidente di Confartigianato Sicilia: «Il nuovo decreto offre risposte per sbloccare i bonus edilizi. Il governo nazionale ha recepito le sollecitazioni che Confartigianato, a tutti i livelli, dalla confederazione, alle federazioni regionali, a tutte le associazioni territoriali, ha portato avanti per modificare la stretta sulla cessione dei crediti che, di fatto, ha paralizzato il mercato delle costruzioni. Resta il problema della cessione del credito fra fornitori e distributori di componenti all’interno delle filiere: ci auguriamo possa essere considerato e risolto nell’ambito dell’esame parlamentare. Dobbiamo restituire alle imprese – conclude Pezzati – la dignità, ma anche la certezza di poter investire e lavorare per contribuire al rilancio di un settore fondamentale per la nostra economia e per la transizione green». 

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