
In Umbria si aprono quasi due nuove locazioni turistiche al
giorno: +22,7% in dodici mesi, 723 strutture in più per un totale
che supera le 3.900 unità. Eppure, la torta dei visitatori non
cresce: gli arrivi regionali segnano un modesto +0,7% e le presenze
crescono del 2,5%, molto meno della corsa dell’offerta. Il
risultato è una guerra tra poveri che prosciuga gli alberghi
tradizionali e spinge l’indice di utilizzo medio
dell’extralberghiero al 15,9% nel secondo trimestre dell’anno,
contro il 46,91% dell’alberghiero, con letti disponibili che
restano largamente invenduti. È la bolla dell’accoglienza
improvvisata, denunciata dal 68% degli architetti della provincia
di Perugia nel sondaggio “Cantiere Architettura” come la prima
minaccia all’identità e alla tenuta delle città.
Spopolamento dei borghi in Umbria: perché chi eredita una casa
nelle aree interne la vende
Nelle aree interne – dalla Valnerina alla Fascia Appenninica,
fino all’Alto Chiascio e ai colli del Trasimeno – il fenomeno
accelera la desertificazione. Chi eredita la casa di famiglia nei
piccoli centri non la
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