
Quando un consorzio stabile partecipa a una
gara come componente di un RTI, quindi all’interno
di un raggruppamento temporaneo di imprese, a chi devono essere
riferiti i requisiti premiali richiesti dalla
lex specialis? Basta che siano in capo al consorzio oppure
devono riguardare anche le consorziate esecutrici?
E cosa succede se la documentazione utile ai fini del punteggio
finisce nella busta sbagliata?
Su questi aspetti è intervenuto il Consiglio di
Stato che, con la sentenza n. 2129 del 16
marzo 2026, torna su questioni che nella pratica delle
gare emergono molto più spesso di quanto si pensi e che continuano
a essere affrontate con letture un po’ troppo sbrigative.
L’intervento dei giudici di Palazzo Spada entra su un terreno
paludoso e mette insieme, senza separarli artificialmente,
tre piani che nella realtà operativa viaggiano
sempre insieme, cioè il modo in cui si leggono le
clausole della lex specialis, il ruolo del
principio del risultato e i limiti del
soccorso istruttorio.
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