
Come si individuano le responsabilità nei
cantieri quando il rischio deriva dalla stessa
configurazione dei luoghi, come nel caso di uno
scavo? È sufficiente delimitare un’area per ritenere assolti gli
obblighi di sicurezza nella prevenzione delle cadute
dall’alto? E quale rilievo assume, in questo contesto, la
mancata attuazione delle misure già previste nei piani di
sicurezza?
Sono domande che emergono con chiarezza nella sentenza
della Corte di Cassazione n. 12283/2026, che affronta un
infortunio mortale avvenuto in un cantiere caratterizzato da un
dislivello significativo e da protezioni risultate inadeguate
rispetto al pericolo presente.
Una decisione particolarmente interessante perché oltre a
ricostruire la dinamica dell’evento, si concentra sulla
distribuzione delle responsabilità tra i diversi soggetti
coinvolti, chiarendo in che modo il sistema delineato dal
D.Lgs. n. 81/2008 debba operare quando il rischio
deriva dalla stessa configurazione del luogo di lavoro.
Caduta in scavo: la Cassazione chiarisce le responsabilità nei
cantieri
Il caso ha preso avvio da un infortunio
mortale, una caduta dall’alto avvenuta all’interno di un
cantiere nel quale erano in
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