
Negli appalti pubblici, il nuovo Codice dei contratti ha
certamente rafforzato il ruolo del RUP e
valorizzato il principio
del risultato come criterio guida dell’azione
amministrativa, ma questo spostamento di baricentro non ha inciso
sul presidio delle regole tecniche ed economiche
che garantiscono concorrenza,
trasparenza e affidabilità delle
scelte effettuate dall’amministrazione.
Rimangono infatti sempre dei limiti ai quali la
stazione appaltante deve attenersi nella formulazione e
nell’interpretazione delle regole di gara. Non trovano quindi
spazio prezzari non aggiornati o “adattati” per
esigenze di copertura finanziaria, prestazioni
aggiuntive ricondotte a clausole opzionali dal perimetro
incerto, verifiche progettuali ridotte o
parzializzate in nome della semplificazione. Tutte scelte che,
singolarmente considerate, sebbene possano apparire funzionali
all’obiettivo di “far partire il cantiere”, lette nel loro insieme
mettono a rischio la tenuta complessiva della
procedura.
Esempio ne è il caso affrontato da ANAC con la
Delibera 17
dicembre 2025, n. 502, in relazione a un impianto
procedurale nel quale il principio
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
