
Qual è il titolo edilizio corretto in assenza di
ristrutturazione edilizia? Si può sanare un
intervento interno con la sola manutenzione
straordinaria, senza rispettare altezze regolamentari? E
come si valuta il “cambio di destinazione d’uso”?
Manutenzione straordinaria: basta la SCIA?
Con la sentenza
del 20 giugno 2025, n. 5411, il Consiglio di
Stato ha risposto in modo netto ad alcune domande
ricorrenti nelle pratiche edilizie più complesse, specialmente
quando si intrecciano aspetti urbanistici, paesaggistici e di
legittimità pregressa dell’immobile. Al centro della controversia,
l’impugnazione della SCIA in sanatoria,
rilasciata ai sensi dell’art. 37 del Testo Unico Edilizia, per
l’adattamento interno di locali da adibire a ristorante, in un
edificio storico, accompagnata da autorizzazione
paesaggistica.
Il nodo centrale della vicenda risiedeva nella qualificazione
delle opere eseguite:
- se riconducibili alla ristrutturazione edilizia, la sanatoria
non sarebbe stata assentibile per carenza dei requisiti
dimensionali previsti dal regolamento edilizio comunale; - se invece configurabili come manutenzione straordinaria,
l’intervento sarebbe stato legittimo anche in deroga ad altezze
minime e quota
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