
Il sistema di
qualificazione delle stazioni appaltanti
introdotto dal D.Lgs. n.
36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici) ha
modificato l’organizzazione degli affidamenti pubblici, prevedendo
che le amministrazioni prive dei requisiti necessari si rivolgano a
soggetti qualificati per la gestione delle procedure che non
possono svolgere autonomamente.
Questo modello comporta il coinvolgimento di personale
appartenente a un ente diverso da quello nel cui interesse viene
realizzato l’intervento, ponendo alcune questioni sul
riconoscimento degli incentivi per funzioni
tecniche previsti dall’art. 45 del Codice.
Il problema riguarda la possibilità di incentivare i dipendenti
della stazione appaltante qualificata, l’individuazione del
soggetto che deve sostenere la relativa spesa e i limiti economici
applicabili, oltre alla natura delle attività svolte per conto di
altre amministrazioni, anche rispetto alla disciplina degli
incarichi extraistituzionali.
Sulla questione è intervenuta la Corte dei conti,
Sezione regionale di controllo per la Lombardia, con la
Disclaimer.
