
Chi chiede la sanatoria dinamica in zona vincolata può vedersi
fermare la pratica dalla Soprintendenza senza un parere? E se il
documento che manca doveva darlo il Comune, chi paga il suo
ritardo? Dopo novanta giorni di silenzio, il parere paesaggistico
si considera davvero favorevole?
La risposta arriva dal TAR Sicilia, sezione staccata di Catania,
con la sentenza
n. 2712 del 16 ottobre 2026, che chiarisce come nella sanatoria
dinamica in zona vincolata la Soprintendenza non possa dichiarare
improcedibile la richiesta di parere paesaggistico, ma debba
pronunciarsi o chiedere integrazioni entro 90 giorni, scaduti i
quali vale il silenzio-assenso. Per chi ha chiesto la sanatoria di
un immobile vincolato vuol dire che, passato quel termine, la
pratica non può più essere fermata con una dichiarazione di
improcedibilità e che il via libera paesaggistico si considera
acquisito, anche se nel fascicolo manca ancora un atto che toccava
al Comune produrre e anche se
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