
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il
DPCM 11 febbraio 2026, che aggiorna l’individuazione
delle categorie di beni e servizi e delle relative soglie oltre le
quali le pubbliche amministrazioni sono tenute a ricorrere a
Consip S.p.A. o agli altri soggetti aggregatori,
in attuazione dell’art. 9 del decreto-legge n.
66/2014, convertito dalla Legge n.
89/2014.
Il decreto sostituisce integralmente il precedente DPCM
11 luglio 2018, intervenendo su un ambito che, negli
ultimi anni, è diventato sempre più centrale nella gestione degli
acquisti pubblici: quello della centralizzazione e
della razionalizzazione della spesa.
Consip e soggetti aggregatori: nuove soglie e categorie nel DPCM 11
febbraio 2026
Il nuovo DPCM conferma l’impostazione di fondo e introduce
elementi che rafforzano in modo significativo l’effettività degli
obblighi.
Le soglie individuate dal decreto rappresentano
l’importo massimo annuo a base d’asta; nei
contratti pluriennali il riferimento è all’intero valore
dell’appalto, e non alla singola annualità.
Il decreto inoltre interviene sul meccanismo di controllo,
prevedendo che,
…continua a leggere
Tutti i diritti dei contenuti presenti in questo articolo sono della fonte e vengono riportati solo per “diritto di breve citazione” (art. 70 Legge n. 633/1941), indicando sempre la fonte, con relativo link al sito di provenienza. Leggi il Disclaimer.
